Termoutilizzatore di Brescia
Il Termoutilizzatore recupera energia elettrica e termica dai rifiuti che residuano a valle della raccolta differenziata.
L'impianto è composto da tre unità di combustione, di cui una dedicata alle biomasse, ed è stato realizzato utilizzando le più avanzate tecnologie.
Il progetto architettonico dell'impianto e il suo inserimento nel paesaggio sono stati sviluppati congiuntamente fin dalle fasi iniziali.
L'idea di fondo è stata quella di conseguire un armonico inserimento nel contesto ambientale.

L'attenzione per l'ambiente è confermata dal fatto che il 50% dell'investimento per la realizzazione dell'impianto è stato destinato ai sistemi di depurazione dei gas di combustione e a quelli di protezione ambientale.
In termini di efficienza energetica, la termovalorizzazione costituisce un importante fattore di protezione ambientale, sia perchè consente il risparmio di risorse energetiche non rinnovabili, sia perchè permette di evitare emissioni dagli impianti alimentati a combustibili fossili.
Il Termoutilizzatore è stato concepito all'interno di una strategia di gestione integrata dei rifiuti e del territorio e rappresenta una preziosa fonte di energia per la città di Brescia: grazie alla rete del teleriscaldamento, infatti, è possibile produrre non solo energia elettrica ma anche recuperare energia termica in quantità rilevanti, convogliando il calore prodotto nella rete del teleriscaldamento, fino alle abitazioni dei singoli utenti.
Nell'anno 2011 il Termoutilizzatore di Brescia ha bruciato 796 mila tonnellate di rifiuti e biomasse, ricavando 602 milioni di chilowattora di elettricità e 747 milioni di chilowattora di calore (cioè quasi il 55% dell'energia termica immessa in rete a Brescia nell'anno). Per dare un'idea più concreta, tali dati significano che nel 2011 il Termoutilizzatore ha prodotto elettricità pari al fabbisogno di circa 200.000 famiglie e calore pari al fabbisogno di oltre 60.000 appartamenti. Nel contempo ha consentito il risparmio di oltre 150.000 TEP - Tonnellate equivalenti di petrolio e ha evitato l'emissione in atmosfera di oltre 400.000 tonnellate di anidride carbonica - CO2, corrispondenti al risultato ottenibile con la riforestazione di oltre 15.000 ettari di superficie (circa due volte l'estensione del Comune di Brescia).
Le ceneri pesanti da combustione sono ulteriormente recuperate: il ferro viene separato in sito, mentre la parte restante viene conferita ad impianti dedicati che effettuano la separazione dei metalli non ferrosi e il recupero della frazione restante per la produzione di cemento e calcestruzzo.
Le polveri raccolte dai filtri vengono convogliate in appositi sili di stoccaggio e, dopo opportuna inertizzazione mediante un processo che ne assicura l'innocuità, utilizzate per il riempimento di miniere profonde in Germania.
Al fine di avviare un’operazione di trasparenza relativamente al funzionamento dell’impianto, l’Amministrazione Comunale di Brescia ha ritenuto opportuno istituire un "Osservatorio sul Termoutilizzatore", con il compito di monitorarne l'attività.
I Rapporti dell'Osservatorio sul funzionamento del Termoutilizzatore" sono disponibili sul sito internet del Comune di Brescia
Nel 2006 è stato giudicato dalla Columbia University il migliore impianto al mondo.