Rischio tasso di interesse
Il rischio di tasso di interesse è legato ai finanziamenti a medio e lungo termine ed ha un impatto differente a seconda che il finanziamento sia stipulato a tasso fisso o variabile. Infatti, se il finanziamento è a tasso variabile il rischio di tasso è sul cash flow; mentre se è a tasso fisso il rischio di tasso è sul fair value.
La politica di gestione del rischio tasso adottata è volta a minimizzare le eventuali perdite connesse alla fluttuazione dei tassi di interesse nel caso di tasso variabile, tramite una trasformazione degli stessi in tasso fisso o con la stipulazione di contratti collar, e di minimizzare il maggiore costo del tasso fisso rispetto a quello variabile (il cosiddetto “negative carry”).
I derivati si riferiscono ai seguenti finanziamenti:
| Finanziamento | Derivato | Accounting |
| Finanziamento A2A con BEI: scadenza 2023, debito residuo al 31 dicembre 2010 pari a 200 milioni di euro, a tasso variabile. | Collar con durata fino a novembre 2023; al 31 dicembre 2009 il fair value è negativo per 3,9 milioni di euro | Il finanziamento è valutato a costo ammortizzato. Il collar è in cash flow hedge con imputazione della porzione efficace della copertura ad apposita riserva del patrimonio netto. |
| Prestito obbligazionario A2A del valore nominale di 1000 milioni di euro scadenza 2016 con cedola fissa al 4,5% |
IRS sull’intero importo nominale con durata pari a quella del prestito; al 31 dicembre 2010 il fair value è positivo per 30 milioni di euro. | Fair value hedge La valutazione in base al fair value hedge del prestito obbligazionario è pari al valore contabile della passività finanziaria (così come previsto dagli IAS e dalla dottrina di riferimento), ed include gli oneri finanziari e la quota parte di “rateo” relativa al premio e ai costi di emissione di competenza. A tale valore sono aggiunte le variazioni cumulate del fair value del rischio coperto, corrispondenti ai differenziali dei flussi di interesse contabilizzati |
| Collar sulla metà dell’importo nominale con durata pari a quella del prestito; al 31 dicembre 2010 il fair value è negativo per 7,3 milioni di euro. | Il collar è valutato al fair value con variazioni imputate a Conto economico. | |
| Collar su 350 milioni di euro scadenza novembre 2016; al 31 dicembre 2010 il fair value è positivo per 6,3 milioni di euro. | Il collar è valutato al fair value con variazioni imputate a Conto economico. | |
| Prestito obbligazionario A2A del valore nominale di 500 milioni di euro scadenza 2013 con cedola fissa al 4,875%. | Collar con doppio cap e durata pari a quella del prestito; al 31 dicembre 2010 il fair value è positivo per 19,2 milioni di euro. |
Per il prestito ci si è avvalsi della fair value option. Il collar è valutato a fair value con variazioni imputate a Conto economico. |
| Finanziamento A2A con BEI: scadenza 2014-2016, debito residuo al 31 dicembre 2010 pari a 62,5 milioni di euro, tasso variabile. |
Collar con durata fino a giugno 2012; al 31 dicembre 2010 il fair value è negativo per 2,3 milioni di euro. |
Il finanziamento è valutato a costo ammortizzato. Il collar è in cash flow hedge con imputazione della porzione efficace della copertura ad apposita riserva del patrimonio netto. |
| Linee revolving A2A, 600 milioni di euro, a tasso variabile. | Collar con durata fino a luglio 2012; al 31 dicembre 2010 il fair value della copertura è negativo per 15,2 milioni di euro. |
Il finanziamento è valutato a costo ammortizzato. Il collar è valutato a fair value con variazioni imputate a conto economico. |
| Finanziamento A2A Reti Elettriche con Cassa Depositi e Prestiti scadenza 2013, debito residuo al 31 dicembre 2010 pari a 105,9 milioni di euro, tasso variabile. |
Collar con doppio cap con durata pari a quella del finanziamento e importo residuo pari a 79,4 milioni di euro (copertura sul 75% del finanziamento); al 31 dicembre 2010 il fair value è negativo per 0,8 milioni di euro. | Il finanziamento è valutato a costo ammortizzato. Il collar è valutato a fair value con variazioni imputate a Conto economico. |
| Finanziamento AMSA con Mediocredito, scadenza 2012, debito residuo al 31 dicembre 2010 pari a 11,4 milioni di euro, a tasso variabile. |
Swap a tasso fisso con durata pari a quella del prestito; al 31 dicembre 2010 il fair value della copertura è negativo per 0,3 milioni di euro. | Il finanziamento è valutato a costo ammortizzato. Lo swap è in cash flow hedge con imputazione della porzione efficace della copertura ad apposita riserva del Patrimonio netto. |
| Leasing Ecolombardia-4 con Locat, scadenza 2013, debito residuo al 31 dicembre 2010 pari a 5,2 milioni di euro, a tasso variabile. | Swap a tasso fisso con durata pari a quella del contratto di leasing; al 31 dicembre 2010 il fair value della copertura è negativo per 0,1 milioni di euro. | Il leasing è contabilizzato come financial lease. Lo swap è in cash flow hedge con imputazione della porzione efficace della copertura ad apposita riserva del patrimonio netto. |
| Finanziamento Ecoenergia con MPS, rimborsato in via anticipata secondo semestre 2007, importo originario 21 milioni di Euro | Swap a tasso fisso con durata pari a quella del contratto di finanziamento 31 marzo 2011; al 31 dicembre 2010 il fair value della copertura è negativo per 0,02 milioni di euro. | Lo swap è valutato a fair value con variazioni imputate a conto economico. |
È stato sviluppato internamente un modello strutturato per l’analisi e la gestione dei rischi relativi ai tassi di interesse. Il metodo utilizzato per il calcolo dell’esposizione a tale rischio è basato sul metodo Montecarlo, che permette di valutare l’impatto che le oscillazioni dei tassi di interesse hanno sui flussi finanziari prospettici. L’impianto metodologico prevede la simulazione di almeno diecimila scenari per ogni variabile rilevante, in funzione delle volatilità e delle correlazioni ad essi associate, utilizzando come livelli prospettici le curve forward dei tassi di mercato. Si ottiene in questo modo una distribuzione di probabilità dei risultati dalla quale è possibile estrapolare il massimo scostamento negativo atteso (worst case scenario) e il massimo scostamento positivo atteso (best case scenario), con un intervallo di confidenza del 99%.
Pe maggiori dettagli si rimanda al Bilancio Consolidato 2010, alla sezione Gestione dei Rischi