Da azienda municipale a società per azioni quotata in borsa.

Le date che fissano la storia della AEM disegnano un percorso di quasi cento anni.
Il Consiglio Comunale di Milano cominciò poco più di un secolo fa, intorno al 1898, a discutere la possibilità di superare il contratto firmato qualche anno prima con la "Società generale italiana di elettricità, sistema Edison" per l'elettrificazione di Milano.
L'esistente "situazione di monopolio" alimentava anche allora il dibattito, accesissimo tra "conservatori" favorevoli all'iniziativa privata e "novatori" che volevano la municipalizzazione, ed infiammava la scena politica nazionale determinando gli equilibri di Palazzo Marino guidato dal Sindaco "liberale" Giuseppe Vigoni.
Da lì a poco, con la legge per la municipalizzazione del 1903, il Comune decise di entrare direttamente nella produzione elettrica costruendo le prime storiche centrali in città. La prima, costruita in Piazza Trento, nei pressi dello scalo ferroviario di Porta Romana, entrò in funzione nel giugno 1905. Nel 1910 dopo un formale referendum viene costituita l'AEM, Azienda elettrica municipale, che in pochi decenni si sviluppa vertiginosamente seguendo e favorendo lo sviluppo di Milano.
La centralità dell'AEM per Milano fu non solo economica e finanziaria, ma politica e sociale. Tutti i passaggi cruciali della storia aziendale portano il segno di questa impronta. Ma per avere una idea dell'attenzione quasi amorevole con cui la città ha sempre accompagnato le scelte dell'AEM, è utile forse citare una delle cronache del Corriere, di cui sono pieni gli archivi aziendali, che sottolinea proprio l'aspetto sociale dell'elettricità come "bene di tutti".
"Cure speciali si sono rivolte nel 1909 allo studio di tariffe di favore per i privati consumatori. Nel 1909 vennero infatti introdotti i forfaits di favore per l'illuminazione delle case popolari; ora si stanno studiando quelli per i piccoli esercenti. Così si viene attuando quello che era col ribasso generale dei prezzi di questa moderna energia uno dei capisaldi del programma di municipalizzazione; la popolarizzazione della forza elettrica presso le classi meno abbienti, per ricostituire la piccola industria e l'industria a domicilio"
(dal Corriere della Sera del 5.1.1910).
Nel periodo fra le due guerre mondiali l'AEM cresce e si consolida. Durante il ventennio fascista l'Azienda, attenta ai problemi della produzione di energia, non solo potenzia gli impianti esistenti in città ed in Valtellina, ma ne costruisce di nuovi. Tra le iniziative più ammirate in quegli anni vi sono l'illuminazione artistica dei principali monumenti architettonici, come il Castello, o la costruzione di fastosi giochi d'acqua e luce, come la cascata alla Triennale o la grande fontana davanti al Castello.
I gravi danni subiti con l'ultima guerra furono superati, negli anni '50 con investimenti di grande rilievo, imperniati soprattutto sulla costruzione di impianti idroelettrici in Alta Valtellina, che permisero di giungere nel 1963 al raddoppio della capacità produttiva rispetto al periodo anteguerra.
La AEM fu così in grado di fornire l'energia necessaria al "boom economico" degli anni '60, durante i quali i consumi di elettricità aumentavano del 7,5% l'anno. Nel 1959 l'AEM, in collaborazione con l'Asm di Brescia, inizia la costruzione della Centrale Termoelettrica di Cassano d'Adda, poi ampliata nel 1984. E' questo l'ultimo atto del grande ciclo di investimenti iniziato negli anni '70 con la centrale del Braulio, che completa la fase di costruzione di una Azienda elettrica solida ed autosufficiente.
La AEM diventa così la maggiore tra le imprese locali del nostro Paese.
Queste caratteristiche hanno favorito la nascita di una seconda fase, quella dell'Azienda energetica che dal 14 luglio 1981 - quando fu acquisita la rete del gas dalla Montedison - si è estesa per oltre quindici anni, dando vita alla fase di Società Multiservizio, un'azienda cioè che ha fatto della qualità e dell'orientamento al cittadino / cliente la propria principale missione.
AEM è ormai una realtà industriale complessa e pronta per essere valorizzata in tutte le sue attività. In base alla Legge 142/90 l'azienda municipale diviene nel 1996 una società per azioni denominata AEM S.p.A., dando seguito al processo di privatizzazione delle società pubbliche in atto nel Paese.
AEM S.p.A. viene quotata alla Borsa Italiana nel 1998, con il collocamento del 49% del capitale sul mercato. Le scelte di sviluppo di AEM compiono un passo decisivo nel 1999 con la riorganizzazione societaria predisposta anche in coerenza al Drecreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico. AEM assume l'identità di un Gruppo articolato in società operative per settore di attività analogamente a esperienze internazionali.
Seguendo l'evoluzione degli stili di vita e dei consumi, AEM nel 2000 arricchisce le proprie attività con l'ingresso nelle telecomunicazioni. Attraverso consistenti investimenti, oggi Milano dispone di una rete in fibra ottica per l'accesso integrato di Voce, Internet e Video.
Per cogliere tutte le opportunità offerte dalla progressiva liberalizzazione del settore energetico nel 2001 vengono costituite e rafforzate alleanze strategiche con partner industriali e finanziari che fanno nascere nuove società come Electrone, Italpower e Plurigas.
Nel 2002, grazie all'acquisizione della rete Enel di Milano, AEM diventa l'unico distributore di energia elettrica nella città di Milano; inoltre entra a far parte del Consorzio Edipower che diviente proprietario della ex GENCO Eurogen.
Nel 2004 il Comune di Milano decide di vende una seconda tranche del capitale sociale di AEM SPA (il 17,6%) scendeno così al di sotto del 51%.
In partnership con il colosso elettrico francese, EDF, nel 2005 AEM acquisisce il controllo congiunto della società Edison Spa; acquisisce inoltre il 30% della società Ecodeco.
