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E luce fu...

E luce fu...

Le nuove tecnologie trovano solitamente una prima applicazione in ambito medico scientifico. Il mondo cambia per noi cittadini, consumatori, viaggiatori, per certi versi, proprio grazie a queste innovazioni. Per come siamo fatti, generalmente questi cambiamenti li accettiamo, e lasciamo che entrino nelle nostre abitudini di consumo naturalmente: che siano le zip, il nylon, il cibo in scatola o l’alluminio. Poi arrivano gli intellettuali e gli artisti, che questi cambiamenti ce li raccontano, i primi a parole, i secondi, facendoceli rivedere, con occhi diversi. Così è stato anche per l’avvento della luce elettrica, quell’energia invisibile ma radicalmente capace di mutare la visione del mondo.

La storia della luce elettrica e di come ha cambiato il mondo è intensa e improvvisa. Nel mondo dell’arte, sono gli impressionisti ad averla raccontata per primi, aprendo la mente oltre che lo sguardo, verso un nuovo dominio: la conquista della notte, che rivive nelle risate e negli sguardi dei tanti avventori di un bar Parigino e delle capitali europee finalmente illuminate che quegli autori dipinsero con meraviglia. Con questo cambiamento epocale, gli impressionisti sono anche i primi a poter godere della libertà di non dover più dipingere solo ed esclusivamente al sole, en plein air.
Questo viaggio ci porterà poi verso un mondo artistico, dove la novità, la fede nel progresso e il concetto stesso di futuro coincidono in un'unica arena. Parliamo dei Futuristi italiani che nella luce elettrica trovarono l’elemento simbolico per eccellenza della loro poetica, a tal punto da chiamare “Luce” le proprie figlie (sarà così per Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla).