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Unareti e Politecnico, insieme per accelerare la transizione energetica

Fronteggiare la sfida energetica in corso, migliorando il sistema esistente e agevolando un ricorso sempre più massiccio alle rinnovabili. Per usare una definizione un po’ più tecnica, accelerare la “transazione energetica”, ovvero il passaggio a un sistema energetico più sostenibile. Va in questa direzione la collaborazione messa in campo da Unareti, società che gestisce la distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale a Milano, con il Politecnico di Milano - Dipartimento di Energia finalizzata a realizzare uno studio sulla situazione energetica di Milano oggi. Ma con un occhio al futuro. 

Compito del ricercatore, infatti, sarà quello di mappare la situazione attuale nel capoluogo e definirne il reale fabbisogno energetico attraverso l’indagine su tutte le reti di distribuzione disponibili. I risultati dello studio serviranno, poi, a indirizzare gli investimenti di Unareti sia verso il miglioramento del sistema energetico globale che verso l’integrazione delle reti esistenti. Ma vediamo meglio come tutto questo ha a che fare con la transizione energetica. 

Cos’è la transizione energetica e come nasce

È il passaggio a un sistema energetico più sostenibile, basato sull’utilizzo sempre più ampio delle energie rinnovabili e sull’adozione di tecniche per migliorare l’efficienza energetica. Lo scopo della transizione energetica è di abbattere le emissioni di gas serra e gli obiettivi per raggiungerlo sono stati fissati in ambito europeo dal Clean Energy for all Europeans Package (CEEP) e recepiti in Italia attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC). Gli sforzi principali richiesti dal Piano vanno nella direzione di rendere più efficiente la produzione di energia elettrica e di abbandonare progressivamente l’uso di fonti fossili, privilegiando la produzione da fonti rinnovabili. 
In che modo? Attraverso l’efficientamento delle reti di trasmissione e di distribuzione, che hanno il ruolo importantissimo di rendere disponibile l’energia “pulita” agli utenti. Ma anche attraverso la sensibilizzazione dei cittadini all’utilizzo di beni e oggetti di uso comune (ad esempio automobili, caldaie, piani di cottura) alimentati con energia elettrica che, se prodotta da fonti rinnovabili, abbasserà notevolmente il loro impatto ambientale.
Una corsa contro il tempo, però, attuare le trasformazioni nel rispetto delle scadenze previste. Per questo il Comune di Milano si sta adoperando per favorire lo sviluppo delle infrastrutture in anticipo rispetto ad altre realtà italiane, partendo proprio dalle stime sui bisogni attuali e futuri della città.

La transizione energetica a Milano in numeri

Unareti, ha stimato che il fabbisogno energetico della città di Milano nel 2050 sarà soddisfatto per il 55% solo dall’elettricità, per il 22% dal gas naturale e per il 23% dal teleriscaldamento. Dati alla mano, la rete elettrica aumenterà il suo carico del 36% passando dagli attuali 7.000GWh di energia distribuita a oltre 9.500GWh. Un aumento in termini energetici ma anche un significativo aumento dei picchi nelle ore di maggior utilizzo che segneranno un +44% passando dai 1.600MW del 2019 a 2.300MW nel 2050 (+44%). Tutti numeri che confermano la necessità delle importanti modifiche alle reti di distribuzione e un generale ripensamento dei servizi. 

La collaborazione Unareti - Politecnico

In questo contesto si inserisce l’accordo sottoscritto da Unareti e Politecnico di Milano per mappare la situazione energetica. Un progetto importante che rappresenta solo l’ultimo passo di una lunga cooperazione iniziata più di otto anni fa che ha già portato benefici concreti e uno scambio virtuoso di conoscenze, risorse ed esperienza tra università e impresa, presupposto fondamentale anche per la crescita economica e sociale del territorio in cui Unareti e il Politecnico di Milano operano. 
La nuova collaborazione, inoltre, aggiunge un ulteriore elemento di coesione tra la storica azienda di distribuzione dell’energia elettrica di Milano e il più grande Politecnico d’Italia, unite dall’obiettivo comune di un futuro più sostenibile e della rapida ed efficace accelerazione verso la transazione energetica. 


 

 

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Risparmio energetico: il monitoraggio passa dal sistema internazionale IPMVP

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Risparmio energetico: il monitoraggio passa dal sistema internazionale IPMVP

Quando tu puoi misurare ciò di cui parli, ed esprimerlo in numeri, sai qualcosa di esso; ma quando non lo puoi misurare, ed esprimerlo in numeri, la tua conoscenza è di tipo povero ed insoddisfacente; può essere l'inizio di conoscenza, ma sei a mala pena avanzato, nei tuoi pensieri, allo stadio di "scienza", di qualunque cosa si tratti.

Lord Kelvin

I numeri, dunque, sono alla base delle informazioni che generano la conoscenza, ma non sempre possono essere utilizzati così come sono per comprendere appieno le situazioni. È il caso del risparmio inteso come consumo evitato grazie a un intervento di efficientamento energetico. Qui la situazione è più complessa e non può essere determinata semplicemente dalla registrazione dei consumi di energia e dalla loro differenza tra il prima e il dopo dell’intervento. Questo semplice calcolo, infatti, può risultare inesatto perché non tiene conto delle variabili, ossia delle diverse condizioni in cui tali consumi si sono verificati (livelli produttivi, condizioni atmosferiche etc). 

Per calcolare i consumi in modo preciso, quindi, è necessario normalizzarli e adattarli ai diversi fattori che li possono influenzare. Per questo, il modo giusto di calcolo del risparmio sui consumi deriva dalla differenza tra il consumo pre intervento adattato sui fattori di normalizzazione misurati nel periodo di rendicontazione e il consumo post intervento, misurato nel periodo di rendicontazione.
Un sistema un po’ più complesso, che tiene conto di tutte le variabili intervenute e che consente di determinare in modo corretto i risparmi reali derivati da un intervento di efficientamento energetico. Questo l’approccio adottato anche da A2A; vediamolo nel dettaglio.

Il calcolo delle performance energetiche in A2A.

Tutti gli Energy Performance Contracts (EPC) di A2a Energy Solutions basano il loro algoritmo di calcolo dei risparmi energetici sulle procedure previste dal protocollo IPMVP, sviluppato appositamente da un organismo internazionale per calcolare correttamente i benefici derivanti da interventi di efficienza energetica. I piani di misura e i report di rendicontazione sono redatti esclusivamente da personale di A2a Energy Solutions certificato CMVP dall’AEE® (Association of Energy Engineers) in collaborazione con EVO® (Efficiency Valuation Organization). I risparmi energetici che, in seguito all’intervento, vengono comunicati ai clienti, dunque, sono certificati e rispondono a criteri internazionali.


Cosa è il protocollo IPMVP e perché viene utilizzato negli Energy Performance Contract

L’International Performance Measurement and Verification Protocol (IPMVP®) è lo strumento ideale per valutare i reali benefici energetici ed economici degli interventi. È, quindi, molto utile quando si propongono interventi di miglioramento dell’efficienza e si attua un controllo nel tempo dell’andamento dei risparmi.

Viene impiegato nella verifica e rendicontazione delle performances di progetti di efficienza energetica, efficienza idrica e fonti rinnovabili, realizzati sia in edifici civili che in complessi industriali.

Il protocollo è elaborato e costantemente sviluppato da EVO® (Efficiency Valuation Organization) e indica i contenuti che vanno inseriti in un Measurement and Verification Plan (M&V Plan). Si tratta di uno strumento fondamentale nei contratti a prestazioni garantite (Energy Performance Contract – EPC) redatti dalle ESCO perché consente di realizzare interventi di efficienza energetica anche in assenza di risorse economiche e di personale specializzato.
La ESCo, infatti, garantisce sia la fornitura del servizio che il raggiungimento di determinati obiettivi condivisi nel tempo, permettendo di ridurre al minimo i costi di transazione legati all’insufficiente conoscenza degli aspetti tecnici, gestionali, comportamentali, etc. 

Ovviamente è importante che, per tutti gli investimenti in efficienza energetica, soprattutto se realizzati all’interno di un contratto EPC, il protocollo di Misura e Verifica (M&V) sia condiviso dalle parti, sia a tutela del committente che del fornitore.


Case history: il Salumificio Bordoni SpA

ll Salumificio Bordoni è un’eccellenza della gastronomia italiana che ha messo radici in Valtellina, nel cuore delle Alpi Centrali. Qui la proprietà ha costruito e alimentato un legame molto forte con il territorio circostante, fatto di rispetto e attenzione all’ambiente e di interesse verso nuove e più sfidanti politiche energetiche. Gli obiettivi, da sempre, sono stati una maggior sostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale della filiera.

A2A Energy Solutions, attraverso un Energy Performance Contract - EPC, ha progettato, realizzato e capitalizzato per il Salumificio Bordoni una centrale termica alimentata a biomassa legnosa per la produzione di 3.000 Mwh. In questo modo si è assicurata una prestazione energetica minima con il conseguente risparmio economico desiderato dal cliente oltre ad un minor impatto ambientale in termini di maggior risorse rinnovabili impiegate nel processo del prodotto.

A2A si è occupata dell’intero studio di fattibilità tecnico-economica a partire dal dimensionamento, della progettazione dell’intervento, della capitalizzazione e della fase esecutiva. Ha, inoltre, previsto un sistema di monitoraggio dei risparmi, l’intera manutenzione operativa e la verifica della performance garantita per tutti gli anni di contratto.

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Il credito di imposta, opportunità per riqualificare e abbellire le città

Il credito di imposta, molti lo sanno, è un credito sulle tasse che ogni contribuente, famiglia, impresa, professionista, vanta nei confronti dello Stato. Se ne parla parecchio in questo periodo, ma, nel mare delle informazioni che circolano e degli ambiti in cui può essere utilizzato, sono in molti a domandarsi: rappresenta davvero un’opportunità per le ristrutturazioni delle case? 

La risposta è sì, a giudicare dai risultati ottenuti dalla partecipazione del Gruppo A2A nell’intervento di riqualificazione energetica sul condominio di San Bernardo 42 a Milano, il primo realizzato grazie alla partnership della controllata A2A Energy Solutions con Assimpredil Ance, l’Associazione dei Costruttori Edili di Milano, Lodi e Monza Brianza.
 
Dei lavori si è fatta carico l’impresa di costruzioni TEICOS UE S.r.l. (Teicos Group) mentre A2A Energy Solutions è intervenuta per la cessione del credito fiscale derivante dall’ecobonus (65%) e per le pratiche legate alla certificazione dell’Ecobonus stesso. A chiusura del cantiere il condominio ha risolto il suo stato di degrado, diventando un modello di riqualificazione energetica, di sostenibilità ambientale e di collaborazione tra pubblico e privato.
Ma vediamo come.

 
La riqualificazione energetica di San Bernardo 42

Il condominio di via di San Bernardo 42 è un grosso stabile milanese, composto da 46 unità immobiliari, tra appartamenti e negozi. Da anni si trovava in condizioni di deterioramento tali da rendere necessari e urgenti interventi di ristrutturazione, a partire da un consolidamento della costruzione fin dalle fondamenta. 
L’urgenza della ristrutturazione ha consentito anche di realizzare interventi di efficientamento energetico quali il rifacimento del tetto e la ristrutturazione delle parti comuni, dalle facciate interne ai ballatoi a ringhiera storici, fino alla riqualificazione della corte interna con la pavimentazione in pietra e acciottolato. Interventi che hanno inciso per il 50% sul totale dei lavori e che, insieme agli interventi di consolidamento, hanno risolto i problemi di degrado, migliorato il comfort e aumentato il valore dello stabile. Il tutto con un esborso per i proprietari pari al 60% del totale del valore dei lavori proprio grazie al ricorso al credito di imposta. 

Tornando alla domanda iniziale, dunque, sì, il credito di imposta rappresenta un’opportunità. Non solo per il condominio di via San Bernardo, ma per molti altri. Con il risultato finale di  migliorare i singoli edifici e, più in generale, di migliorare il patrimonio immobiliare delle città rendendole più belle e vivibili.

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Contatore ambientale

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#citta2a – Il contatore ambientale, misuratore dei benefici della raccolta dei rifiuti di milano

Conoscere a fondo i numeri di ogni attività è fondamentale per capire, dati alla mano, se si sta andando nella direzione giusta. A questa esigenza di quantificazione non si sottraggono la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, vetro, carta, alluminio, acciaio,  legno e organico. Le elaborazioni numeriche nella gestione dei rifiuti, infatti, se ben utilizzate possono consentire di individuare anche i vantaggi concreti di quelle attività. Consentendo di comprendere e far comprendere, il loro valore. 

È il caso del Contatore Ambientale usato da Amsa, società del Gruppo A2A, uno strumento innovativo che, grazie a una metodologia messa a punto durante ExpoMilano2015, permette di tradurre gli atteggiamenti virtuosi di buona raccolta differenziata dei cittadini milanesi in numeri concreti e comprensibili a tutti. 

Il progetto ha due anni di vita ed è nato dalla sottoscrizione di un protocollo per il sistema di gestione integrata dei rifiuti, siglato da Comune di Milano, l’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio, Conai, Amsa e A2A Ambiente. È stato utilizzato per la prima volta lo scorso anno, sui risultati della raccolta differenziata del 2018 e ogni anno viene aggiornato con i numeri dell’anno precedente.

 

Come funziona il Contatore ambientale

Il modello di misurazione del Contatore si basa sul metodo scientifico del Life Cycle Assessment per la valutazione degli impatti ambientali. L’analisi è relativa alla vita del materiale dal momento in cui diventa rifiuto, fino alla preparazione per la trasformazione in nuovo prodotto, materia prima da riutilizzare, o in nuova energia. Una volta raccolti i dati e suddivisi nelle varie frazioni, si passa a considerare tutti i passaggi sulle attività necessarie a rigenerarli e trasformarli ancora in beni di consumo: dai numeri relativi ai mezzi di trasporto e di movimentazione all’interno degli impianti al relativo consumo di carburante, dalla produzione di ulteriori scarti agli scarichi in acqua fino alle emissioni in aria provocate dai processi di trattamento.

A questo punto i risultati vengono elaborati attraverso un set di indicatori in grado di restituire dati e cifre che esprimono, in maniera sintetica, i vantaggi della raccolta differenziata rispetto allo scenario della discarica: emissioni di CO2 risparmiate, minore consumo di acqua, energia elettrica non consumata, materie prime risparmiate e nuovi prodotti realizzati dal materiale riciclato. Tutti indicatori semplici da comprendere, anche se frutto di una complessa elaborazione, fondamentali per valutare la bontà della raccolta dei rifiuti. 

Raccontiamo la raccolta differenziata in numeri (2020)

I numeri del Contatore ambientale 2020 hanno confermato il buon andamento della raccolta differenziata a Milano. Con le 620mila tonnellate di rifiuti recuperati grazie alla raccolta 2019 è stato misurato un risparmio di circa 457mila tonnellate di CO2, 2,640milioni di metri cubi di acqua, e 2,400milioni di megawatt di energia elettrica. Lo stesso quantitativo consente un recupero equivalente di ri-prodotti per: 10,180milioni di felpe, 98,400milioni di nuove bottiglie, 17,650milioni di chiavi inglesi, 447,280milioni di scatole per scarpe, 2milioni di caffettiere moka, 132mila armadi e 22mila tonnellate di compost.

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Agritech

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CITTÀ2A. Perché è importante la tecnologia applicata all’agricoltura

L’agricoltura di precisione grazie alla tecnologia IoT raccogliendo, elaborando e analizzando dati genera un'informazione su cui l'imprenditore agricolo fonda la sua strategia gestionale.
L'agricoltura di precisione sta disegnando oggi un nuovo percorso, che va dalla terra fino al prodotto finito.
E 'un nuovo approccio che serve per gestire in modo davvero efficiente l'azienda che nell'immediato ottiene risultati in termini di:

  • Sostenibilità (con il monitoraggio, la tracciabilità della filiera, l'utilizzo delle informazioni raccolte)
  • Maggiore produttività (grazie all'efficienza nell'utilizzo di risorse)
  • Tracciabilità del prodotto (garantendo la qualità del prodotto finito, la sicurezza, l’anticontraffazione)
  • Sicurezza e sostegno alle persone (grazie all'automatizzazione delle attività)

 
Questo ha portato A2ASmartcity a dedicare la propria  esperienza e le tecnologie che gestisce a tutto il settore primario.

Case History: Consorzio Franciacorta

Il Consorzio nasce il 5 marzo 1990 a Corte Franca con lo scopo di garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del vino Franciacorta. A identificare questo vino, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, è il nome della regione geografica, dove crescono le sue vigne Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, Erbamat. Una sola espressione - Franciacorta - che definisce un territorio, un metodo di produzione e un vino.
Il Consorzio Franciacorta conta circa 200 soci tra viticoltori, vinificatori, imbottigliatori, interessati alla filiera produttiva delle denominazioni Franciacorta DOCG, Curtefranca DOC e Sebino IGT.
Un logo inconfondibile, la effe merlata, contraddistingue i suoi vini e si rifà alle antiche torri medievali, caratteristiche dei 19 comuni siti nel cuore della Lombardia, ai piedi del Lago d’Iseo: Adro, Brescia (parte), Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d'Iseo, Rodengo Saiano e Rovato.
 
L’intervento di A2A Smart City ha riguardato l’attivazione di un servizio di monitoraggio finalizzato alla rilevazione di dati meteorologici relativi a temperatura e umidità dell’aria, pluviometro e punto di rugiada oltre a misure del suolo necessarie a rilevare temperatura e umidità del suolo, necessarie a determinare la capacità del terreno di immagazzinare l’acqua rendendo quindi possibile un controllo della vigoria della vite.
Attraverso una piattaforma di raccolta dei dati il Consorzio e le cantine che hanno aderito al progetto, possono consultare dati in tempo reale fondamentali per definire interventi puntuali sulle colture nell’ottica di ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche, di fertilizzanti e fitofarmaci.
I sensori sono collegati e trasmettono grazie alla rete LoRaWAN®, un rete in radiofrequenza abilitante per I servizi IoT che richiedono trasmissioni dei dati in tempo reale e con elevata capacità, coperture pervasive e sicurezza del dato.
 
Grazie al servizio di A2A SmartCity, il Consorzio e le cantine sono riusciti a sfruttare i dati raccolti come sistema di supporto alle decisioni con il vantaggio di poter fare interventi puntuali sempre più importanti nella coltivazione biologica.
 

Raccontiamo il progetto in numeri

#CITTA2A

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Teleriscaldamento di A2A

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città2a – il Teleriscaldamento di A2A, sempre più case calde e sostenibili

#CITTA2A - Raccontiamo le città con i numeri: il bilancio del Teleriscaldamento di Brescia, Bergamo e Milano è molto positivo. Lo dicono i numeri in crescita, per metri cubi riscaldati e per tonnellate di CO2 evitate 

In tutto parliamo di 101,3 milioni di metri cubi riscaldati, oltre 422mila appartamenti serviti e 183mila tonnellate di CO2 globali evitate. Sono solo alcuni dei dati raccolti sul teleriscaldamento nelle principali città gestite da A2A Calore e Servizi, società del Gruppo A2A: Milano, Brescia e Bergamo. Numeri molto positivi che indicano il successo di un sistema che porta caldo nelle case e benefici economici alle famiglie, senza contare l’importante contributo alla sostenibilità ambientale. 

Ma cos’è il Teleriscaldamento


Il Teleriscaldamento è una soluzione innovativa, affidabile ed efficiente per riscaldare le nostre case, che ne aumenta il valore e rispetta l’ambiente. L’acqua calda che alimenta l’impianto è prodotta a distanza, recuperando anche il calore, altrimenti disperso, rilasciato da cicli produttivi come il trattamento dei rifiuti o altre produzioni industriali. Arriva negli edifici grazie a una rete di tubazioni collegate con uno scambiatore di calore che sostituisce la vecchia caldaia, semplificando la gestione dell’impianto.  

Vediamo nel dettaglio i numeri delle tre città modello del Teleriscaldamento del Gruppo A2A.


Brescia

Nel 2019 a Brescia sono stati più di 21.000 gli edifici che hanno scelto il teleriscaldamento, con oltre 672 km di rete posata. In totale si tratta di 42,5 milioni di metri cubi riscaldati per circa 177mila appartamenti e 44.000 tonnellate di CO2 globali evitate. 

I vantaggi assicurati dal Teleriscaldamento sono stati colti anche da edifici simbolo della città come: Ospedali Civili, Centro Fiera, Centro Commerciale Freccia Rossa, Tre Torri, Crystal Palace, Palazzo Tosio, Palaleonessa, Museo Santa Giulia e Pinacoteca, Duomo Nuovo, Duomo Vecchio, Palazzo di Giustizia, Palazzo della Loggia, Teatro Grande e l’Università di Medicina e Ingegneria. 

 

Bergamo

Nel 2019 è cresciuto a Bergamo il numero di immobili che hanno scelto il teleriscaldamento, con circa 200 mila metri cubi riscaldati in più rispetto al 2018 e 75 Km di nuova rete posata. In totale si tratta di 7,2 milioni di metri cubi riscaldati per 30mila appartamenti e 17.000 tonnellate di CO2 globali evitate. 

Un’opportunità che hanno colto quasi 700 edifici, tra cui alcuni luoghi simbolo della città come: Palazzo Frizzosni, Biblioteca Caversazzi, Centro Sportivo, Piscine Italcementi, Teatro Donizetti, Ospedale Papa Giovanni XXIII, Università degli Studi di Bergamo, Palazzo della Libertà e Nuova Accademia Guardia di Finanza. A2A continuerà a promuovere e facilitare la scelta di teleriscaldare gli edifici che possono essere allacciati alla rete in area di sviluppo. 

 

Milano

Nel 2019 a Milano sono stati oltre 500 gli appartamenti che hanno scelto il teleriscaldamento, con 100 mila metri cubi riscaldati in più rispetto al 2018 e 325 km di nuova rete posata. In totale si tratta di 215mila appartamenti riscaldati per 51,6 milioni di metri cubi e 122.000 tonnellate di CO2 globali evitate . 

Un’opportunità che hanno colto quasi 3500 edifici, tra cui alcuni luoghi simbolo della città come: Duomo, Tribunale, Palazzo Marino, Palazzo Reale, Galleria Vittorio Emanuele, Università Bicocca e importanti aree urbane come Cascina Merlata e City Life con le torri Isozaky e Hadid. 

 

La CITTA2A

Il Teleriscaldamento è un sistema in continua evoluzione che si appoggia a centrali di produzione innovative e a una rete di connessioni sempre più fitta. Il Gruppo A2A è fortemente impegnato a espanderne le maglie e continuerà a promuovere e facilitare la scelta di teleriscaldare tutti gli edifici che possono essere allacciati alla rete. 
 

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