Salta al contenuto principale

Gavias Blockbuider Termovalorizzatore Acerra

Impianti di Termovalorizzazione

Acerra

Il termovalorizzatore di Acerra è un impianto di trattamento dei rifiuti non pericolosi per la valorizzazione dell’energia in essi contenuta. Progettato e realizzato con le migliori tecnologie disponibili per assicurare la massima protezione ambientale è tra gli impianti più importanti e all’avanguardia d’Europa.

Il combustibile che alimenta il termovalorizzatore di Acerra è costituito dai rifiuti non pericolosi (C.E.R. 19.12.12) derivanti dalla tritovagliatura dei rifiuti urbani effettuata negli impianti S.T.I.R (Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti) della Regione Campania.
La portata di rifiuti è variabile in funzione del PCI (potere calorifico inferiore) del rifiuto immesso in ciascun forno.
L’impianto è costituito da tre linee indipendenti di termovalorizzazione e depurazione fumi, operanti in parallelo, da una sezione comune di produzione energia elettrica, nonché dai sottosistemi comuni funzionali al processo di termovalorizzazione distinto nelle sue fasi principali (combustione, generazione di energia elettrica, depurazione fumi).

Storia 

L’impianto, di proprietà della Regione Campania, si trova nell’area industriale del Comune di Acerra.
Il 13/11/2008, ai sensi del contratto Rep. n. 9, la struttura del Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha affidato alla Società A2A S.p.A. la “gestione integrata dell’impianto di Termovalorizzazione di Acerra e dell’impianto STIR di Caivano” a partire dal 1 febbraio 2010.
La prima accensione a rifiuti della linea 1 è avvenuta il 18 marzo 2009, mentre quelle della linea 2 e della linea 3 rispettivamente il 02 e l’08 maggio 2009.
Risale al 12 maggio 2009, invece, la prima immissione in rete di energia elettrica ceduta al Gestore del Servizio Elettrico Nazionale.

Funzionamento

Il termovalorizzatore di Acerra tratta esclusivamente la frazione secca dei rifiuti urbani, dopo un pre-trattamento negli Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballagio Rifiuti (STIR) della regione, per ridurne la dimensione ed eliminare la componente umida. I rifiuti trasferiti al termovalorizzatore vengono sottoposti a un controllo preliminare e quindi stoccati all’interno della vasca di ricezione.  Una gru preleva i rifiuti dalla vasca e li deposita sulla griglia mobile del forno, dove vengono movimentati in continuo, mentre una corrente d’aria forzata assicura la quantità di ossigeno necessaria per una combustione ottimale. Il calore derivato dalla combustione dei rifiuti è trasformato, all’interno di una caldaia, in vapore ad alta pressione e temperatura, che attiva una turbina, collegata a un generatore per la produzione di energia elettrica.

Specifiche impianto
Regione Campania
Ubicazione Acerra (NA)
Tipologia Termovalorizzazione
Combustibile Rifiuti Urbani Residui (RUR)
Potenza installata 107,5 MWe
Unità di produzione 3 linee di combustione
Anno entrata in esercizio 2009
Certificazioni

EMAS 9001
EMAS 14001
EMAS18001

Approfondimenti

Il termovalorizzatore è stato realizzato con una tecnologia avanzata che consente valori di emissione largamente inferiori ai limiti fissati dalla Direttiva Europea e ai limiti più restrittivi fissati dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A). I fumi in uscita dalla caldaia vengono convogliati nella sezione di depurazione per il trattamento prima della successiva emissione in atmosfera attraverso i tre camini (uno per ogni linea) aventi ciascuno altezza adeguata (110 metri) a massimizzare gli effetti di dispersione.
    
Le emissioni al camino vengono verificate, per ciascuna linea di combustione, mediante due sistemi di analisi in continuo delle emissioni  in grado di analizzare i principali parametri, un analizzatore in continuo del mercurio ed un campionatore dei microinquinanti organici.
Tali controlli sono attivi 24h su 24h. I dati sono trasmessi all’Arpa Campania e nella sezione web dedicata.

La combustione dei rifiuti nell’impianto di Acerra permette un risparmio di combustibili fossili pari a 121.000 Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) ed evita quindi l’emissione in atmosfera di circa 35.000 tonnellate di anidride carbonica: un risultato ottenibile con la riforestazione di circa 7.000 ettari di superficie (oltre 9.500 campi da calcio).

Dati riferiti all'anno 2015