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A2A e l'operazione in Montenegro

Impianto idroelettrico di Perucica

La centrale idroelettrica di “Perućica” è in servizio dal 1960 ed è la più antica e più grande centrale del Montenegro.
E’ situata nel comune di Niksic, nella pianura settentrionale di Bjelopavlici; altre centrali idroelettriche di dimensioni inferiori sono presenti, invece, nei comuni di Danilovgrad, Podgorica, Cetinje e Savnik.
La capacità installata è pari a 307 MW, con una produzione annua potenziale di circa 1.300 GWh. Per la produzione di elettricità, la centrale di “Perucica” si alimenta dal bacino imbrifero del fiume Gornja Zeta, le cui acque scorrono nei campi del Noksic e gode di una una pendenza favorevole nel breve tratto che separa il campo Niksic dalle pianure di Bjelopavlici. Si tratta di un bacino molto capiente con una portata pari a 353 h/m³, mentre il bacino imbrifero della centrale di “Perucica” è di 850 km².

La sala macchine della centrale di “Perućica” comprende sette generatori a turbina "Pelton" con proprietà orizzontali di portata pari a 307MW; cinque unità con una capacità installata pari a 40 MVA e due pari a 65 MVA. E’ prevista l’installazione di un ottavo generatore elettrico da 65 MVA.

 

La produzione media annua dell’impianto di Perucica degli ultimi dieci anni è stata pari a ca. 860 GWh. La produzione annua relativa al 2016 si è attestata a 939 GWh.

Impianto idroelettrico di Piva

Presso il nucleo idroelettrico di “Piva” vi è una delle più imponenti dighe ad arco in cemento armato al mondo. 
L’attività principale dell’impianto concerne nella produzione di elettricità in modalità di picco, in quanto può essere avviata rapidamente e può essere sincronizzata alla rete elettrica a 220 kV. L’impianto di “Piva” si trova nella catena montuosa a nord-ovest del Montenegro. Tenuto conto delle specificità topografiche del terreno, gli impianti sono stati installati a valle.
La centrale idroelettrica di “Piva”, inaugurata nel 1976, serve la rete elettrica della Repubblica Serba operando in regime di scambio di energia elettrica secondo quanto stabilito dall’Accordo sulla cooperazione tecnico-aziendale a lungo termine della durata di 25 anni entrato in vigore nel 1991.

 

 

La produzione media annua dell’impianto di Piva degli ultimi dieci anni è stata pari a ca. 753 GWh. Nel 2016 la produzione annua ha raggiunto ca. i 792 GWh.

 

Nel 2004, presso la centrale di “Piva” è stata avviata la Fase 1 del Progetto di ricostruzione e ammodernamento delle attrezzature con fondi stanziati in parte dalla Banca Europea degli Investimenti e in parte da EPCG. I lavori sono stati quasi interamente ultimati.
All’inizio di marzo del 2008 presso la centrale di “Piva” è stata avviata la Fase 2 del Progetto di ricostruzione e ammodernamento delle attrezzature e degli impianti allo scopo di ricostruire e ammodernare le strutture, le attrezzature e gli impianti idroelettrici, per ottenere un maggiori prestazioni in termini di sicurezza e affidabilità degli impianti nonché un aumento della produzione energetica totale.

Impianto termoelettrico di Pljevlja

La centrale termoelettrica di "Pljevlja" ha iniziato la sua attività nel 1982; è il primo impianto di produzione elettrica a condensazione del Montenegro e presenta due unità da 210 MW.


Utilizza come combustibile il carbone proveniente da "Pljevlja” e ha un potere calorifico garantito pari a 9211 kJ / kg (220 kcal / kg).
Costruita ad un’altezza di 760 m, ha una ciminiera di 250 m d’altezza che permette l’eliminazione delle emissioni a 1000 m sopra il livello del mare.
La centrale termoelettrica utilizza l’acqua di raffreddamento proveniente dal bacino "Otilovici", che ha una capienza di 18 milioni di m³, situato sulle sponde del fiume Cehotina e dista circa 8 km dalla centrale a cui è collegato mediante una strada asfaltata. La diga presenta un arco in cemento armato ed è alta 59 m.

 

 

Dal 2006 fino al 31 dicembre 2016 la centrale di Pljevlja ha prodotto ca 33,2 TWh di energia elettrica. In particolare, nel 2016 la produzione annua è stata pari a ca. 1,2 TWh.

Nel 2009 e nel 2010 sono stati avviati importanti progetti relativi alla sua stabilizzazione ambientale e tecnologica, tra cui:

  • sostituzione del sistema di filtraggio elettrico;

  • sostituzione dei sistemi di gestione e controllo:

  • sostituzione dei sistemi di consumo ausiliario da 6 e 0,4 kV;

  • sostituzione del sistema di sollecitazione del generatore e installazione dell’interruttore del generatore.

Per il Montenegro, la cui produzione elettrica dipende principalmente dalla centrale termoelettrica di “Pljevlja”, questo rappresenta l’impianto principale e ha l’impatto più significativo sui diagrammi di carico.
Dopo la ricostruzione delle turbine nel 2009, la produzione di energia della centrale ha raggiunto i 218,5 MW. Oltre alla ricostruzione delle turbine e delle caldaia, le opere di ammodernamento hanno creato le condizioni necessarie per elevare la produzione fino a 225 MW. Tra le varie iniziative in programma vi sono interventi che permetteranno alla centrale di ridurre sensibilmente il proprio impatto ambientale.

CONTRATTO DI ACQUISIZIONE

Leggi il contratto stipulato da A2A per l'acquisizione della quota azionaria in EPCG

 

Contratto di acquisizione della quota azionaria in EPCG da parte di A2A

DOMANDE E RISPOSTE

Le risposte ad alcune delle domande più frequenti sull’operazione di A2A in Montenegro.

Il prezzo di offerta è stato determinato sulla base della valutazione effettuata dall’advisor Mediobanca e tenendo anche conto dei valori di bilancio della società EPCG, al di sotto dei quali il Governo del Montenegro non avrebbe ceduto la partecipazione, soprattutto se si considera che una parte della privatizzazione è stata effettuata mediante aumento di capitale.

In data 29 Agosto 2016 A2A S.p.A. e lo Stato del Montenegro hanno sottoscritto i nuovi Patti Parasociali per la gestione della società montenegrina EPCG, con durata fino al 31 dicembre 2016 prorogata successivamente sino al 30 giugno 2017.

Punti principali di questi nuovi accordi erano: i) il mantenimento dei diritti di gestione di A2A in EPCG, con la nomina delle figure manageriali principali da parte di A2A, ii) la necessaria condivisione delle decisioni, da parte di A2A e del Governo montenegrino, su alcune “materie riservate” particolarmente importanti per EPCG, iii) la possibilità di esercizio di una opzione di vendita (“put option”) dell’intera quota azionaria detenuta in EPCG da A2A allo Stato del Montenegro, alla scadenza dei patti ed esercitabile a partire dal 1° luglio 2017.

Fino a tutto il 30 giugno 2017 A2A S.p.A. ha avuto intensi contatti con il Governo del Montenegro, al fine di definire un rinnovo degli accordi, non trovando però una soluzione condivisa.

Pertanto, il 3° luglio 2017, A2A S.p.A., preso atto dell’impossibilità di un’ulteriore proroga dei Patti Parasociali, ha esercitato la put option di vendita. La put option comporta la cessione dell’intero pacchetto azionario detenuto in EPCG da A2A S.p.A., pari al 41,75% delle azioni della società, al prezzo già definito tra le parti e pari a 250 milioni di euro. La cessione avverrà in sette tranche annuali di pari entità, a partire dal mese di maggio 2018.  A2A resterà pertanto pienamente proprietaria di un numero progressivamente decrescente di azioni di EPCG, alle quali continueranno ad essere associati tutti i relativi diritti (di voto, agli eventuali dividendi, ecc.), sino alla cessione dell’ultima tranche di 1/7, attualmente prevista nel 2024.

Facendo seguito al comunicato diramato in data 17 aprile 2018, il Parlamento del Montenegro ha approvato in data 27 aprile 2018 l’accordo di esecuzione accelerata in due anni (in luogo dei sette anni originariamente previsti) della put option esercitata da A2A in data 3 luglio 2017 rispetto all’intera propria partecipazione in EPCG.
In virtù del nuovo accordo e grazie alla riduzione del periodo di pagamento della put option, l’importo che verrà incassato da A2A sarà pari a 230 Mln di euro, calcolato come NPV della partecipazione detenuta da A2A in Epcg alla sottoscrizione dell’accordo.
Nello specifico si riportano di seguito i fatti intervenuti dal 2018 ad oggi in tema di esecuzione della put option:

  • nel mesi di maggio 2018 è stata pagata la prima tranche da parte dello Stato del Montenegro, per un importo pari a 68,9 Mln €, corrispondenti alla vendita di n. 17.252.885 azioni del capitale sociale di Epcg (quota pari al 13,1%)
  • nel mese di settembre 2018 si è registrato l’incasso della seconda tranche per complessivi 51,7 Mln €, corrispondenti a n. 13.052.876 azioni di Epcg, perfezionati mediante acquisto delle azioni proprie da parte di EPCG (buy-back – quota pari al 9,9%).

A fine aprile 2019 è stata perfezionata la terza tranche del put option agreement mediante il versamento da parte dello Stato del Montenegro di 39,9 Mln € (rappresentativi di n. 8.826.438 azioni di Epcg), mentre la quarta ed ultima tranche è prevista da contratto che si realizzi alla fine di luglio 2019, mediante acquisto di azioni proprie da parte di Epcg (buy-back) per 70 Mln €.

Al 31/12/2018 la partecipazione in EPCG ha un valore di € 108,90 milioni nel bilancio separato A2A.

A seguito della decisione del 1 luglio 2017 del CdA di esercitare la put option di vendita sull’intero pacchetto azionario di EPCG posseduto da A2A, la partecipazione è stata riclassificata tra le “attività non correnti destinate alla vendita” in conformità con quanto previsto dall’IFRS 5.