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A2A e l'operazione in Montenegro

Impianto idroelettrico di Perucica

La centrale idroelettrica di “Perućica” è in servizio dal 1960 ed è la più antica e più grande centrale del Montenegro.
E’ situata nel comune di Niksic, nella pianura settentrionale di Bjelopavlici; altre centrali idroelettriche di dimensioni inferiori sono presenti, invece, nei comuni di Danilovgrad, Podgorica, Cetinje e Savnik.
La capacità installata è pari a 307 MW, con una produzione annua potenziale di circa 1.300 GWh. Per la produzione di elettricità, la centrale di “Perucica” si alimenta dal bacino imbrifero del fiume Gornja Zeta, le cui acque scorrono nei campi del Noksic e gode di una una pendenza favorevole nel breve tratto che separa il campo Niksic dalle pianure di Bjelopavlici. Si tratta di un bacino molto capiente con una portata pari a 353 h/m³, mentre il bacino imbrifero della centrale di “Perucica” è di 850 km².

La sala macchine della centrale di “Perućica” comprende sette generatori a turbina "Pelton" con proprietà orizzontali di portata pari a 307MW; cinque unità con una capacità installata pari a 40 MVA e due pari a 65 MVA. E’ prevista l’installazione di un ottavo generatore elettrico da 65 MVA.

 

La produzione media annua dell’impianto di Perucica, a partire dal suo avvio al 2015 è pari a ca. 860 GWh. La produzione annua relativa al 2015 si è attestata a 783 GWh.

Impianto idroelettrico di Piva

Presso il nucleo idroelettrico di “Piva” vi è una delle più imponenti dighe ad arco in cemento armato al mondo. 
L’attività principale dell’impianto concerne nella produzione di elettricità in modalità di picco, in quanto può essere avviata rapidamente e può essere sincronizzata alla rete elettrica a 220 kV. L’impianto di “Piva” si trova nella catena montuosa a nord-ovest del Montenegro. Tenuto conto delle specificità topografiche del terreno, gli impianti sono stati installati a valle.
La centrale idroelettrica di “Piva”, inaugurata nel 1976, serve la rete elettrica della Repubblica Serba operando in regime di scambio di energia elettrica secondo quanto stabilito dall’Accordo sulla cooperazione tecnico-aziendale a lungo termine della durata di 25 anni entrato in vigore nel 1991.

 

 

La produzione media annua dell’impianto di Piva, a partire dal suo avvio al 2015, è stata pari a ca. 770 GWh. Nel 2015 la produzione annua ha raggiunto ca. i 631 GWh.

 

Nel 2004, presso la centrale di “Piva” è stata avviata la Fase 1 del Progetto di ricostruzione e ammodernamento delle attrezzature con fondi stanziati in parte dalla Banca Europea degli Investimenti e in parte da EPCG. I lavori sono stati quasi interamente ultimati.
All’inizio di marzo del 2008 presso la centrale di “Piva” è stata avviata la Fase 2 del Progetto di ricostruzione e ammodernamento delle attrezzature e degli impianti allo scopo di ricostruire e ammodernare le strutture, le attrezzature e gli impianti idroelettrici, per ottenere un maggiori prestazioni in termini di sicurezza e affidabilità degli impianti nonché un aumento della produzione energetica totale.

Impianto termoelettrico di Pljevlja

La centrale termoelettrica di "Pljevlja" ha iniziato la sua attività nel 1982; è il primo impianto di produzione elettrica a condensazione del Montenegro e presenta due unità da 210 MW.


Utilizza come combustibile il carbone proveniente da "Pljevlja” e ha un potere calorifico garantito pari a 9211 kJ / kg (220 kcal / kg).
Costruita ad un’altezza di 760 m, ha una ciminiera di 250 m d’altezza che permette l’eliminazione delle emissioni a 1000 m sopra il livello del mare.
La centrale termoelettrica utilizza l’acqua di raffreddamento proveniente dal bacino "Otilovici", che ha una capienza di 18 milioni di m³, situato sulle sponde del fiume Cehotina e dista circa 8 km dalla centrale a cui è collegato mediante una strada asfaltata. La diga presenta un arco in cemento armato ed è alta 59 m.

 

 

Dall’inizio della sua attività fino al 31 dicembre 2015 la centrale di Pljevlja ha prodotto 31,9 TWh di energia elettrica. In particolare, nel 2015 la produzione annua è stata pari a ca. 1.4 TWh.

Nel 2009 e nel 2010 sono stati avviati importanti progetti relativi alla sua stabilizzazione ambientale e tecnologica, tra cui:

  • sostituzione del sistema di filtraggio elettrico;

  • sostituzione dei sistemi di gestione e controllo:

  • sostituzione dei sistemi di consumo ausiliario da 6 e 0,4 kV;

  • sostituzione del sistema di sollecitazione del generatore e installazione dell’interruttore del generatore.

Per il Montenegro, la cui produzione elettrica dipende principalmente dalla centrale termoelettrica di “Pljevlja”, questo rappresenta l’impianto principale e ha l’impatto più significativo sui diagrammi di carico.
Dopo la ricostruzione delle turbine nel 2009, la produzione di energia della centrale ha raggiunto i 218,5 MW. Oltre alla ricostruzione delle turbine e delle caldaia, le opere di ammodernamento hanno creato le condizioni necessarie per elevare la produzione fino a 225 MW. Tra le varie iniziative in programma vi sono interventi che permetteranno alla centrale di ridurre sensibilmente il proprio impatto ambientale.

CONTRATTO DI ACQUISIZIONE

Leggi il contratto stipulato da A2A per l'acquisizione della quota azionaria in EPCG

 

Contratto di acquisizione della quota azionaria in EPCG da parte di A2A

DOMANDE E RISPOSTE

Le risposte ad alcune delle domande più frequenti sull’operazione di A2A in Montenegro.

A2A nel 2009 ha scelto di investire in Montenegro sulla base di due fondamentali obiettivi industriali:
acquisire nuova capacità produttiva da fonte rinnovabile, in particolare idroelettrica, e presidiare un’area geografica sempre più integrata nel sistema italiano ed europeo, grazie all’interconnessione che Terna realizzerà tra Italia e Montenegro attraverso un cavo sottomarino da 1000 MW. L’energia idroelettrica è da sempre uno dei principali punti di forza di A2A (circa 2 GW installati) e in Italia non esistono opportunità significative di nuovi impianti di grandi dimensioni di questo genere. Il Montenegro è già oggi un importante produttore idroelettrico (quasi 670 MW, pari a ¾ della capacità installata nel paese) e ha grandi potenzialità di ulteriore sviluppo (stimato in 1,3 GW idroelettrici).

Sulla base degli obiettivi dichiarati in sede europea, inoltre, l'Italia doveva importare 12 miliardi di chilowattora di energia da fonti rinnovabili. Il Governo italiano dichiarò in quel periodo che 6 sarebbero dovuti arrivare dai Balcani.

Nel gennaio 2009 il Governo del Montenegro ha avviato il processo di apertura del capitale sociale della società ad un partner strategico. Il Privatization Council montenegrino e l’Agenzia per la Ristrutturazione e per gli Investimenti Stranieri del Montenegro, insieme ad EPCG, si sono avvalsi di un team di advisors internazionali e locali guidati da UniCredit Markets & Investment Banking.

Il tender prevedeva la cessione da parte del Governo del Montenegro di circa 11,5 milioni di azioni e la sottoscrizione da parte del partner strategico di un aumento di capitale per 11,5 milioni di azioni. A valle dell’operazione il nuovo socio avrebbe quindi detenuto una quota pari al 18,3% di EPCG.
Nell'ambito dell'operazione, era inoltre previsto un obbligo dell'acquirente di lanciare un’offerta sulle restanti azioni della società detenute dalle minoranze sulla base delle stesse condizioni definite con il Governo del Montenegro. In ipotesi di totale adesione da parte delle minoranze, il nuovo investitore avrebbe potuto detenere la quota massima del 45% di EPCG.
La gara ha visto la partecipazione, oltre ad A2A, di altri gruppi internazionali: un consorzio greco costituito dalla capofila Public Power Corporation e dal gruppo Restis, che avendo presentato un’offerta di acquisto vincolante contro le regole del tender è stato squalificato dalla procedura (pur avendo offerto un prezzo superiore); la norvegese NTE e la russa Inter Rao, sono state escluse per carenze nella documentazione presentata.
A2A è stata assistita da Mediobanca come advisor finanziario e dagli studi legali Cleary, Gottlieb, Steen & Hamilton e Morri & Associati (insieme a studi legali locali) per la parte legale.
A conclusione della gara e della successiva offerta pubblica di acquisto, A2A ha acquisito il 43,7% di EPCG, assumendone la gestione in qualità di socio industriale. Il contratto relativo all’operazione è stato firmato da A2A e dallo Stato del Montenegro il 3 settembre 2009. Gli elementi rilevanti di tale contratto erano stati resi noti da A2A nei comunicati stampa diffusi all’epoca. Il contratto, previo assenso da parte del Governo del Montenegro, è poi stato reso pubblico ed è ora presente sul sito del Governo del Montenegro – Consiglio per le Privatizzazioni.

L’operazione ha comportato un esborso complessivo pari a circa €436 milioni, comprensivo delle azioni acquistate dal Governo del Montenegro, dell’aumento di capitale previsto per EPCG, delle quote acquisite degli azionisti di minoranza a valle del tender e delle operazioni eseguite durante l’iter di gara. Il 26 maggio A2A aveva infatti rilevato circa il 16% di EPCG in diverse operazioni ai blocchi sul mercato azionario Montenegrino.

Nel luglio 2014 si è finalizzata un’operazione che, attraverso un aumento di capitale dedicato allo Stato del Montenegro, ha avuto come effetto complessivo la compensazione tra il credito di EPCG nei confronti del maggior cliente industriale energivoro moroso del paese e una serie di passività fiscali di EPCG, per un ammontare complessivo di circa 45 Ml€. In seguito a tale operazione le quote azionarie all’interno della società sono leggermente variate, portando lo Stato del Montenegro a detenere una quota di circa il 57% e A2A il 41,75% delle azioni, con il mantenimento dei medesimi diritti di gestione da parte di A2A.

Il prezzo di offerta è stato determinato sulla base della valutazione effettuata dall’advisor Mediobanca e tenendo anche conto dei valori di bilancio della società EPCG, al di sotto dei quali il Governo del Montenegro non avrebbe ceduto la partecipazione, soprattutto se si considera che una parte della privatizzazione è stata effettuata mediante aumento di capitale.

I rapporti con le autorità montenegrine sono sempre stati incentrati su un’aperta discussione dei temi prioritari per EPCG, da un lato in sede di Consiglio di Amministrazione di EPCG stessa, dall’altro in diversi incontri ufficiali. Certamente in questi 5 anni EPCG e A2A si sono confrontate con alcune condizioni di contesto sfavorevoli, considerando che tra la fine del 2009 e la fine del 2011 le tariffe energetiche sono diminuite di circa il 30% e che EPCG si è trovata di fatto a fornire il più grande cliente industriale del paese, il produttore di alluminio KAP, a una tariffa estremamente bassa e sotto il costo di produzione, con un pesante impatto sulla redditività di EPCG. A partire da fine 2014 con l’avvicinarsi della scadenza dei patti parasociali è cominciato un dialogo serrato tra i vertici di A2A e il Governo del Montenegro nel tentativo di trovare un nuovo Accordo tra i soci che potesse soddisfare alcuni chiari criteri di redditività per A2A e di sviluppo del paese per il Governo. Durante il 2015 si sono trovati alcuni punti di intesa e si sono prorogati gli accordi esistenti sulla gestione di EPCG da parte di A2A fino al 15 dicembre 2015. In questi ultimi mesi i rapporti col Governo sono stati sempre improntati al massimo della disponibilità e del dialogo, nel continuo tentativo da parte di A2A di addivenire ad un accordo. In tal senso, nel corso del 2016 è stato possibile definire e sottoscrivere i nuovi patti parasociali che hanno visto principalmente il rinnovo dei diritti di gestione e l’introduzione della Put Option da 250 Mln euro a favore di A2A.

Al 31/12/2015 la partecipazione in EPCG ha un valore di € 279 milioni nel bilancio separato A2A

I flussi di fondi conseguenti all’operazione sono stati effettuati secondo le indicazioni contenute nel bando e nella documentazione di gara. I fondi relativi all’aumento di capitale di EPCG sottoscritto da A2A (circa € 96,2 milioni) sono stati depositati sul conto di EPCG presso la Prva Banka. L’ammontare depositato da EPCG presso la Prva Banka si è progressivamente ridotto nel tempo, sia per gli investimenti effettuati de EPCG in Montenegro, sia perchè l'ammontare depositato è stato parzialmente  redistribuito anche su altre banche.

EPCG è l’unico produttore e distributore di energia elettrica del Montenegro. Poiché circa ¾ della capacità istallata sono costituiti da impianti idroelettrici, la produzione effettiva dipende molto dalle condizioni metereologiche.

Considerando le medie storiche degli ultimi 30 anni, la produzione media è pari a circa 3,1 TWh/anno, di cui 1,7 TWh idroelettrici.

La domanda interna di energia elettrica in Montenegro è stata storicamente pari a circa 4 TWh/anno.

I risultati economici di EPCG degli ultimi 6 anni sono i seguenti:

 

 € milioni   2010  2011  2012  2013  2014  2015
 Ricavi  293  259  262  277  239  241
 EBITDA   62  -3  18  80  66  53
 Utili  17  -67  -6  25  35 11

 

Le negoziazioni con lo Stato del Montenegro sono proseguite in modo costruttivo fino all’estate 2016 ed hanno condotto alla sottoscrizione dei nuovi patti parasociali a fine agosto dello stesso anno. La stipula del nuovo contratto ha implicato il riconoscimento della continuità dei diritti di gestione da parte di A2A fino alla nuova scadenza del 31 dicembre 2016. Rispetto al passato, la maggiore novità introdotta dai nuovi patti 2016 è stata la Put Option a favore di A2A, esercitabile nei 90 giorni successivi alla scadenza di contratto e pari ad un valore di 250 Mln euro, pagabili in 7 anni.

Alla scadenza dei patti parasociali al 31 dicembre 2016, si sono riaperti i negoziati con lo Stato del Montenegro che hanno portato alla sottoscrizione nel mese di marzo 2017 della proroga dei patti stessi che, a parità delle altre condizioni, scadranno il 30 giugno 2017 con la Put Option esercitabile dal 1° luglio al 30 settembre 2017.