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L'Emergenza Covid-19 vista da una Multiutility

Il COVID-19 e l’impatto sull’organizzazione aziendale di A2A, sul suo modo di lavorare e di guardare al futuro. Prime riflessioni sull’emergenza da una multiutility 

Il 21 febbraio 2020 è un giorno che, tra l’incredulità di molti e la diffidenza dei più, segna l’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid 19 in Italia. Un venerdì quasi normale per la maggior parte delle persone già proiettate al fine settimana, ignare di una situazione in rapidissima evoluzione e destinata a cambiare per mesi la vita sociale e professionale di tutti. Per le aziende si è trattato di dover gestire una situazione molto pericolosa per le persone tale da richiedere tutta l’attenzione possibile e persino azioni rapidissime spesso non facili da seguire. 

Anche noi di A2A, che abbiamo operato dal principio nella prima zona rossa, dopo la diffusione delle prime notizie di contagio a Codogno, abbiamo adottato ufficialmente le prime misure di contenimento, a partire dalla messa in sicurezza della nostra principale risorsa: il personale. Da qui alla applicazione diffusione dello smart working in tutte le società del Gruppo, già in uso, il passo è stato breve.

Oggi sono passati quasi tre mesi da quel venerdì 21 febbraio; l’emergenza non è ancora finita, ma la prima fase, quella più dura, è conclusa e si intravedono alcuni timidi spiragli di ritorno alla normalità sia nel lavoro che nella vita di ogni giorno. È proprio questo il momento di fare un primo bilancio. Per guardare al futuro traendo insegnamento dalle settimane appena trascorse.

L’EMERGENZA NAZIONALE VISTA DA UNA MULTIUTILITY

Le nostre prime mosse sono partite da bisogni tanto essenziali quanto immediati: darsi (come Gruppo) e dare (ai dipendenti e collaboratori) punti fermi anche nell’incertezza generale; adottare scelte rapide su più fronti, per assicurare la continuità ai servizi forniti. 

La ricerca di certezze

Nella vita privata di ogni giorno, fuori dal contesto aziendale, ognuno di noi ha trovato una situazione di grande confusione: indicazioni contraddittorie, fake-news, aggiornamenti continui e rapidi cambiamenti delle notizie in circolazione. In questa situazione, noi, come tante altre aziende, ci siamo subito resi conto che la ricerca di dati e informazioni “certificate” era l’unico punto di partenza possibile per la gestione dell’emergenza. Per due motivi: in primo luogo per poter prendere decisioni consapevoli; in secondo luogo per poter trasmettere sicurezza al nostro personale, diventando una guida salda e una fonte di aggiornamento qualificata per tutti i dipendenti.
 
Il punto di partenza è stato mettere nero su bianco alcune domande essenziali: come si sta diffondendo il contagio? Quali dei territori in cui siamo operativi sono impattati e in quale entità? Cosa stanno decidendo le Istituzioni? Quali protocolli di sicurezza applicare immediatamente per garantire la continuità dei servizi? Come riorganizzare agilmente il lavoro considerando anche le situazioni e le esigenze personali di dipendenti e collaboratori?
La ricerca di risposte sicure ha dato a noi, e a molte altre aziende con cui abbiamo interagito, il primo grande insegnamento: l’importanza della solidarietà e la capacità di fare rete, di condividere le esperienze e le informazioni. Mai come in questo momento il concetto, forse abusato, di “unione che fa la forza” ha fatto la differenza. Confrontarsi con imprese e partner per condividere l’interpretazione delle informazioni ufficiali e delle disposizioni governative, diffondere le best practice di gestione ha consentito a tutti di individuare modalità comuni per affrontare le criticità che si sono rivelate vincenti in diversi ambiti, in primo luogo nella gestione del personale e della sua sicurezza.
Da parte nostra a tutte le altre imprese con cui ci siamo confrontati, un ringraziamento per lo spirito di collaborazione dimostrato.

La garanzia di continuità

Le attività delle quali si occupa il Gruppo A2A sono spesso indispensabili per la vita quotidiana delle persone, in casa, in ufficio, in città. Il Covid 19 non solo ha rischiato di compromettere il servizio ma anche di intaccare i valori aziendali di attenzione e cura del territorio e delle persone, dei cittadini. Pericoli che si volevano e dovevano evitare. Con determinazione (e in sicurezza) il personale di tutto il Gruppo è rimasto attivo sul territorio con grande spirito di appartenenza non solo alla società ma soprattutto alla comunità territoriale di cui è parte.
I servizi non si sono mai fermati e la loro continuità è stata garantita dalla rapidità e flessibilità con cui sono stati attivati protocolli di sicurezza sia per i dipendenti che per i cittadini, nonchè dalla riorganizzazione e rimodulazione del lavoro in base alle necessità del momento, alle situazioni e alle direttive del Governo. Di impatto non trascurabile, infine, la sensibilità ad una vicinanza emotiva, fatta di tante piccole e grandi attenzioni e gesti concreti, dal supporto psicologico all’aiuto economico. 

GLI INSEGNAMENTI PER IL FUTURO

Oggi la fase due, quella della parziale ripresa, è iniziata, ma un ritorno alla normalità non è ancora una prospettiva di breve termine. Sappiamo di aver fatto, in queste settimane, esperienze importanti e acquisito conoscenze fondamentali non solo da conservare come bagaglio prezioso ma da mettere in campo subito, nella predisposizione di un nuovo modello di organizzazione per il futuro più prossimo. 

Si è confermata l’importanza delle contingency e la necessità di dare continuità ai servizi essenziali aziendali, a partire dalla continua evoluzione e innovazione della sicurezza dei lavoratori sul territorio fino alla gestione dei rischi cyber. Si è capito che lo smart working (in pochissimo tempo sono triplicate le persone in condizione di lavorare da casa) è una risorsa che può diventare un nuovo standard di lavoro dove la componente “smart” diventa la normalità.
Si è visto che il networking tra aziende e partner è una risorsa preziosa che va favorita e implementata. Infine, si è acquisito che il lavoro, come la vita, dovrà avere nuove regole e introitare nuovi comportamenti, dal distanziamento interpersonale all’utilizzo di dispositivi di sicurezza.
Per questo anche gli spazi e gli ambienti aziendali dovranno essere diversi, adatti alle nuove regole che il Coronavirus ci ha imposto. Senza, però, che tutto questo diventi un limite, una quarantena per i valori societari, bensì lo stimolo per una crescita diversa che, grazie a questa drammatica quanto inaspettata emergenza, sarà fatta anche, a saperle cogliere, di nuove opportunità.