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Smart city: come cambiano i servizi nella città del futuro?

Immaginate una città con meno inquinamento perché la mobilità è sostenibile ed elettrica, meno automobili parcheggiate perché i mezzi non stanno fermi per il 95 per cento del tempo ma circolano in maniera autonoma servendo più persone in un’ottica di condivisione. Immaginate semafori intelligenti che ottimizzano il traffico, gli autobus dove servono, un minore spreco di acqua e di energia. 

Immaginate dunque di sperimentare la nostra vita nelle città del futuro con una parallela capacità di attrarre i talenti. Sono le Smart cities e Milano fa già parte di questo divenire. Ne abbiamo parlato con uno dei massimi esperti al mondo, Carlo Ratti, che ha fondato il Senseable City Lab del MIT di Boston prima che si parlasse di smart cities e prima dell’iPhone e degli smartphone che ne sono i naturali abilitatori. 

Il tema delle città diventerà sempre più centrale nella società moderna: al contrario di quanto si potesse immaginare ai suoi albori Internet non ha decentralizzato l’umanità potenziando le periferie ma, al contrario, sta concentrando le persone in metropoli sempre più vaste. Il fenomeno dell’urbanizzazione è in crescita in Asia ma anche in Europa e nelle Americhe

In questo contesto rimane fondamentale comprendere chi definisce le nuove regole sociali: Uber e Google oppure i soggetti pubblici e la società civile? Per questo oggi è di vitale importanza sperimentare queste nuove forme di convivenza socio-economica: testare non vuol dire accettare acriticamente ma al contrario poter partecipare in maniera attiva alla definizione di questa nuova governance. In questo senso le municipalizzate come A2A sono i naturali soggetti di questo processo grazie alla loro natura pubblica e privata al tempo stesso. 


Massimo Sideri
Editorialista del Corriere della Sera e Direttore Corriere Innovazione

 

Massimo Sideri intervista Valerio Camerano e Carlo Ratti