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Teleriscaldamento: il calore “pulito” che guarda al futuro

Il Teleriscaldamento è noto a molti come un sistema di riscaldamento ambientalmente sostenibile. Consente di sostituire l’uso dei combustibili fossili tradizionali come gas metano e gasolio e serve a scaldare le nostre case in modo più conveniente, sicuro ed ecologico. Non tutti sanno, però, come nasce questo calore green e da dove arriva l’energia necessaria a produrlo.

COME FUNZIONA IL TELERISCALDAMENTO?

Il calore che scalda le nostre case viene prodotto, con un ciclo “aperto”, in impianti che utilizzano fonti rinnovabili, cogenerazione (produzione combinata di calore ed energia elettrica) o che recuperano il calore, altrimenti disperso, che proviene da cicli produttivi come il trattamento dei rifiuti o altre produzioni industriali. L’energia prodotta e/o recuperata viene distribuita, sotto forma di acqua calda o surriscaldata, direttamente alle abitazioni mediante una fitta rete di doppie tubazioni interrate. Nel sistema di teleriscaldamento la tradizionale caldaia viene sostituita da una semplice sottostazione di scambio termico che permette di trasferire il calore contenuto nell’acqua trasportata dalla rete di teleriscaldamento all’impianto di distribuzione interna dell’edificio, con la possibilità di produrre anche acqua calda per uso igienico sanitario. Anche la gestione dell’impianto si semplifica. Tutto questo è possibile a patto che l'edificio sia situato nei pressi della rete esistente di teleriscaldamento. Temperatura e comfort delle case restano invariati in base alle abitudini del cliente, ma aumentano i vantaggi.

I BENEFICI PER LE PERSONE E PER L’AMBIENTE

Il teleriscaldamento è un sistema efficiente e sostenibile che produce diversi vantaggi per le persone e per le città. Consente di realizzare un sistema energetico integrato che utilizza le risorse disponibili sul territorio e riduce il consumo di combustibili fossili. Per l’ambiente è importantissimo perché favorisce l’utilizzo delle energie rinnovabili contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria attraverso la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti e gas ad effetto serra. Per i cittadini è vantaggioso perchè più sicuro (assenza di combustione e monitoraggio 24 ore al giorno degli impianti) e con minori costi di gestione e manutenzione rispetto alle vecchie caldaie. Dal punto di vista normativo, inoltre, non è soggetto a limitazioni sulle ore massime di funzionamento giornaliero e consente pertanto anche il funzionamento continuato 24/24 h con un'attenuazione notturna della temperatura.

IL CALORE DI QUARTA GENERAZIONE

Il teleriscaldamento è in continua evoluzione e oggi sta virando verso la quarta generazione. Alla fine del 1800 utilizzava vapore caldissimo, con elevate perdite di rete; in seguito si è passati all’uso di acqua surriscaldata, ma con tubazioni non ancora perfettamente isolate; oggi si utilizza acqua calda a temperature contenute, tubazioni preisolate e centrali di produzione innovative. Ma la quarta generazione è già cominciata: Smart grid termiche e pianificazione energetica permettono di ottimizzare le risorse mettendole a sistema e rendendo il territorio sempre più connesso. Un traguardo importante se si considera che il 50% dei consumi globali di energia di una abitazioni sono legati al riscaldamento ed al raffrescamento degli edifici, per l’80% concentrato nelle città.

CITTA2A

Esempi di teleriscaldamento del Gruppo A2A non ne mancano e rappresentano un esempio concreto dello modello di città di A2A, la CittA2A. A Milano, molti edifici simbolo della città hanno adottato questo sistema: Duomo, Tribunale, Palazzo Marino, Palazzo Reale, Galleria Vittorio Emanuele, Università Bicocca e nuovi importanti aree urbane come Cascina Merlata e City Life con le torri Isozaky e Haidid. Non solo palazzi rappresentativi ma anche molte famiglie: in città ci sono quasi 2.900 gli edifici allacciati alla rete con circa 49 milioni di metri cubi teleriscaldati. Nel 2017 questo si è tradotto in una riduzione delle emissioni di circa 2,5 tonnellate di polveri sottili, oltre 88 tonnellate di Ossido di Azoto, circa 20 tonnellate di anidride solforosa e 107 mila tonnellate di CO2 evitate. A Brescia il teleriscaldamento fa scuola e uno studio della Comunità Europea l'ha definito un modello per l'Europa in quanto a efficienza e sostenibilità ambientale, insieme a quello di altre sette città tra cui Parigi e Copenaghen. A Brescia per il 2017 si contano circa 21.000 utenze allacciate con più di 42 milioni di metri cubi riscaldati dal Termovalorizzatore di Via Lamarmora e circa 700 Km di rete posata. Sono state evitate così 52.000 tonnellate di CO2 globali, 36 tonnellate di ossido di azoto. L’energia termica recuperata dal processo di termovalorizzatore soddisfa il 70% della domanda cittadina di calore e di acqua calda. Dallo stesso impianto viene contemporaneamente prodotta energia elettrica che soddisfa il 30% del fabbisogno cittadino. A Bergamo, nel 2017 in 800 hanno scelto il teleriscaldamento, con 250 mila metri cubi riscaldati in più rispetto al 2016: sono circa 10.000 le famiglie teleriscaldate con oltre 6,8 milioni di metri cubi riscaldati dal Termoutilizzatore di Via Goltara e Carnovali. evitando così di immettere in atmosfera 14 mila tonnellate di emissioni di CO2 circa 0,5 tonnellate di polveri sottili, 14 tonnellate di ossidi di azoto L’opportunità è stata colta anche da edifici simbolo della città: Palazzo Frizzoni, Biblioteca Caversazzi, Centro Sportivo, Piscine Italcementi, Teatro Donizetti, Ospedale Papa Giovanni XXIII, Universita’ degli Studi di Bergamo, Palazzo della Libertà e Nuova Accademia, Guardia di Finanza.