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Economia circolare: valore dalla fine all’inizio

Ecco i numeri del processo e l’eccellenza del modello di A2A Ambiente

L’economia circolare è un sistema economico complesso, che mette al centro il bene prodotto e cerca di allungarne la vita. Supera il vecchio sistema dei consumi (produzione, utilizzo, eliminazione come rifiuto) per un arco di vita nuovo dei prodotti, più lungo, che prevede anche il loro recupero e riutilizzo, in un ciclo pensato per potersi rigenerare da solo. 

L’Economia circolare nella vita di ogni giorno

Tecnicamente complicato, il concetto di economia circolare è in realtà molto semplice e presente nella vita quotidiana di tutti noi. Alla base dell’economia circolare, infatti, c’è la valorizzazione e la corretta gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata che tutti siamo chiamati a fare. 
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” sentenziava Lavoisier verso la metà del 1700. Questo famoso concetto, mutuato da molti per spiegare il ciclo dei rifiuti, fa comprendere l’importanza del recupero ma anche i vantaggi per cittadini e imprese di tutto il sistema circolare. Vantaggi prevalentemente economici dato che i beni a fine vita, raccolti, differenziati e nuovamente immessi nei cicli produttivi e di consumo sotto forma di nuovi prodotti o attraverso il recupero di energia (per i rifiuti che non è possibile recuperare in altro modo), consentono di risparmiare risorse e di puntare all’ambizioso obiettivo “discarica zero”, usando tutto ciò che è utilizzabile e riducendo il più possibile lo smaltimento dei rifiuti in discarica. 


Cosa dice l’Europa

L’Europa stessa dà indicazioni precise sulle azioni da perseguire per una gestione sostenibile dei rifiuti con l’obiettivo di creare valore. Ecco, dunque, le priorità indicate da Bruxelles (pacchetto di misure sulla economia circolare approvati dal Consiglio e dal Parlamento dell’UE 2015-2017) e finalizzate a una gestione sostenibile, “a monte” e “a valle”, dei rifiuti: 

  • Prevenzione (progettazione ecosostenibile, minori imballaggi, lotta agli sprechi alimentari
  • Preparazione per il riuso
  • Riciclo
  • Altre forme di recupero (es. recupero energetico)
  • Smaltimento in discarica

Cinque punti che allungano il ciclo di vita dei prodotti e ne consentono utilizzi diversi. Il recupero energetico dei rifiuti non utilmente riciclabili, ad esempio, alternativa sicura ed economicamente sostenibile rispetto ai combustibili fossili e allo smaltimento in discarica, è strettamente collegato al recupero di materia. È ormai evidente, infatti, che i Paesi più virtuosi nel recupero di materia sono anche quelli che hanno le più elevate percentuali di recupero d’energia. La Germania è al primo posto in Europa sia per numero di termovalorizzatori (121) che per i volumi di rifiuti trattati in impianti di questo tipo (26 milioni di tonnellate rispetto a 6,2 milioni in Italia)1, vantando al tempo stesso, una percentuale di recupero di materia dai rifiuti intorno al 70%.
 

Il modello A2A: dalla raccolta al riciclo, fino alla trasformazione in energia

Raccolta accurata dei rifiuti, trattamento, recupero di materia e produzione di energia sono le parole d’ordine della catena del valore ambientale promossa dal Gruppo A2A, attraverso A2A Ambiente. Una gestione integrata dell’intera catena che chiude il cerchio con la trasformazione dei rifiuti in risorse e che coniuga lo sviluppo e la tutela dell’ambiente seguendo i principi dell’economia circolare. 
Il modello A2A, per cui l’economia circolare rappresenta uno dei pilastri della propria Politica di Sostenibilità, è un sistema virtuoso dove, innanzitutto, si raccoglie; poi si riusa, ripara, condivide, ricicla come materiale e, per la parte non recuperabile, si trasforma in energia. Un modello che, applicato, ha dato risultati di vera eccellenza nazionale. 

Un esempio è la città di Brescia, modello di gestione della raccolta dei rifiuti dove la differenziata ha raggiunto percentuali del 73% (dato ottobre 2018), molto superiori alla media italiana, assieme a Milano che con circa il 60% di raccolta differenziata (dato novembre 2018) si pone ai primissimi posti tra le metropoli europee con più di un milione di abitanti.

Un altro esempio, è l’attività di selezione, trattamento e recupero di materia dei rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata, che avviene per una percentuale crescente in impianti di A2A Ambiente e per il resto in impianti di terzi. Per saperne di più, clicca qui.  A2A Ambiente è in grado di gestire nei propri impianti oltre un milione di tonnellate di vetro, carta, plastica, terre di spazzamento e rifiuti organici. La società ha in programma di realizzare, nei prossimi anni, 4 nuovi impianti per il recupero dell’organico e 2 per il recupero della plastica, di cui uno, dalle caratteristiche estremamente innovative, è stato completato a tempo di record in Piemonte, a Cavaglià.

Ma se è interessante vedere i risultati ottenuti, altrettanto importante è partire dal principio (o meglio dalla fine dei prodotti) per scoprire come vengono trattati e trasformati i rifiuti nel Gruppo A2A. 
 

Come si trasformano i rifiuti in A2A?

Vetro, plastica, carta, umido e secco (o indifferenziato). Ogni materiale segue un preciso percorso, con trattamenti e impianti diversi. Vediamoli:

VETRO 
Il vetro è un materiale composto soprattutto da sabbia silicea, largamente presente in natura; il suo riciclo permette un risparmio di materia prima.
Come: Riciclabile al 100% per infinite volte.
Dove: Impianto A2A Ambiente ad Asti. 
La curiosità: in un anno recuperiamo 160 mila tonnellate di vetro, equivalenti a 220milioni di bottiglie. 

PLASTICA 
La plastica ha caratteristiche molto variegate e ne esistono moltissime varietà (es: PE, PET, PP, film, …). Gli imballaggi raccolti vengono trasportati ai centri di selezione per una complessa fase di vagliatura, separazione e controllo della qualità. Il materiale ottenuto è omogeneo e pronto per gli impianti di riciclo, per la trasformazione in materia prima seconda e, successivamente, in nuovo prodotto. 
Come: riciclabili solo gli imballaggi in plastica 
Dove: impianti A2A Ambiente a Castenedolo, Novate Milanese, Buccinasco, Cernusco e nuovo impianto di Cavaglià 
La curiosità: con cinque flaconi di plastica si può fare un innaffiatoio

CARTA 
La carta e il cartone separati dai cittadini, vengono trasportati nelle piattaforme di selezione, dove subiscono diversi trattamenti per essere pronti all’utilizzo nelle cartiere. 
Come: Riciclabile al 100% per infinite volte. 
Dove: Impianto A2A Ambiente a Castenedolo, Novate Milanese, Buccinasco, Cernusco e Liscate. 
La curiosità: in un anno si creano, attraverso il recupero di carta e cartone, 290 milioni di scatole. Il boom dell’e-commerce, soprattutto a Milano, ha molto aumentato le necessità di carta e le richieste di raccolta. 

ORGANICO
Gli avanzi di cucina e gli sfalci da potature vengono trasportati agli impianti di compostaggio dove si produce compost di qualità per l’agricoltura e il florovivaismo come alternativa naturale ai concimi chimici. Negli ultimi anni si sta diffondendo anche il trattamento dell’umido per il recupero di energia rinnovabile sotto forma di biogas.
Come: accelerando il processo naturale di decomposizione da parte di microrganismi
Dove: Impianti di Bedizzole, Lacchiarella e Corteolona.
La curiosità: Con la produzione di un impianto come quello progettato da A2A Ambiente a Bedizzole, si potrebbe alimentare tutta la flotta di autobus di Brescia. 

INDIFFERENZIATO
Dai rifiuti urbani non riciclabili e speciali non pericolosi avviene il recupero di energia elettrica e calore con l’ambizioso obiettivo “discarica zero”. L’attività permette, infatti, di evitare lo smaltimento dei rifiuti in discarica e di ridurre il consumo di combustibili fossili e relative emissioni. 
Come: A2A Ambiente recupera ogni anno energia elettrica e termica da circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti non riciclabili come materiali, evitando oltre 1 milione di tonnellate di emissioni di Co2
Dove: Termoutilizzatore di Brescia, Termovalorizzatore Silla2 di Milano, Termovalorizzatore di Bergamo, Termovalorizzatore di Cortoelona e il Termovalorizzatore di Acerra in gestione.
La curiosità: dal suo avvio ad oggi, il Termoutilizzatore di Brescia ha consentito di evitare oltre 13 discariche da 1 milione di tonnellate rifiuti, per una superficie pari a 180 campi di calcio.

Per saperne di più sulla raccolta di A2A Ambiente, clicca qui.
 

 1 Fonte www.cewep.eu/2018/10/22/waste-to-energy-plants-in-europe-in-2016