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Anche il Gruppo A2A con il Banco dell'Energia partecipa al Walking Day

Domenica 18 ottobre a Milano, zona Castello Sforzesco, partenza: 10.00 da Via Luca Beltrami

Walking Day è un evento interamente dedicato alla camminata che coinvolge coloro che sono interessati alla salute, al benessere e alla sana pratica sportiva e che coniuga l’idea del camminare con uno stile di vita e una mobilità sostenibile.

Banco dell’energia sarà Charity Partner dell’evento: presentando la scheda di iscrizione il giorno della gara infatti, una parte della quota di iscrizione sarà donata al Banco.  Il Banco, per ringraziarti, ti donerà una borraccia (da ritirare allo stand del Banco). Tutti sono i benvenuti: bambini, ragazzi, adulti e anziani! 

Nella zona adiacente la partenza e l’arrivo della camminata, sarà allestito un promo point nel quale ci si potrà iscrivere all’evento, ritirare i pettorali e visitare gli stand dei partner.  Gli orari per accedervi sono: sabato 17 ottobre dalle 11.00 alle 18.00 e domenica 18 ottobre dalle 8.00 alle 13.00.

Domenica 18 ottobre tutti pronti invece a camminare per 5 o 10 km all’interno del Parco Sempione. Una sola regola: vietato correre!

Il costo dell’iscrizione è di 12 euro per gli adulti (a partire dai 14 anni), 5 euro per i bambini (da 8 a 13 anni) e 1 euro per i bambini da 0 a 7 anni.

Come iscriversi:

  • Vai sul sito https://www.walkingday.it/ per iscriverti (è possibile pagare online con carta di credito oppure ai punti vendita indicati)
  • Scarica il modulo di iscrizione, stampalo e portalo all’accredito della gara per ricevere la pettorina nei giorni 17 e 18 ottobre
  • Non dimenticare di passare dallo stand di Banco dell’energia! Per ringraziarti della tua generosità ti doneremo una borraccia con il nostro logo

 

 

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A2A al Forum Ambrosetti

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A2A al Forum Ambrosetti. Il commento dell’AD Renato Mazzoncini sul ruolo delle Multiutility

L’Amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini al Forum Ambrosetti ha parlato del ruolo delle Multiutility come esempio di responsabilità sociale d’impresa, capillare e organizzata. 
Di seguito, il suo contributo.

 

Il periodo storico che stiamo vivendo, recentemente caratterizzato anche dalla grave emergenza sanitaria da Covid-19, sarà sicuramente ricordato per l’incredibile sforzo della comunità verso un’economia più sostenibile e volta alla salvaguardia del nostro pianeta. 
In questo contesto le multiutility, per la natura stessa del loro business, svolgono un ruolo centrale presidiando le dimensioni chiave del processo di transizione sostenibile (es. produzione di energia rinnovabile ed economia circolare). Queste attività permettono di dare un contributo significativo al raggiungimento di 9 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) introdotti dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. 

Le multiutility rappresentano infatti un esempio di responsabilità sociale d’impresa, capillare e organizzata: la fornitura di servizi essenziali, quali energia, acqua e gestione rifiuti, le pone come soggetto strategico per la soddisfazione delle esigenze della cittadinanza e dei territori. Inoltre la loro governance, che nel caso delle principali quotate italiane presenta, oltre ad una maggioranza pubblica, anche una partecipazione privata, genera una forte accountability a tutti i livelli del loro operato. Questo si traduce in un rapporto sinergico e costante con cittadini, policy maker e operatori economici e finanziari. 

Per valutare il ruolo delle multiutility al rilancio sostenibile dell’Italia, The European House – Ambrosetti, in collaborazione con A2A, ha mappato lo stato dell’arte dei territori italiani, i gap esistenti e come colmarli nei tre ambiti chiave del loro operato: energia, ambiente e ciclo idrico. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, è in primo luogo necessario aumentare il ricorso alle fonti di energia rinnovabile. 

Dalle analisi dello studio emerge che l’Italia, con il trend degli ultimi 5 anni, non raggiungerà gli obiettivi di rinnovabili nei consumi finali di energia fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) al 2030, con un gap di oltre 7 punti percentuali. Aumentare la potenza installata rinnovabile nella generazione elettrica è fondamentale per raggiungere il target, ma l’Italia procede ancora troppo lentamente: ai ritmi attuali, il gap di potenza installata sarà di circa 2.200 MW al 2025 e di circa 2.400 MW al 2030 per l’eolico e addirittura di 3.700 MW al 2025 e di oltre 23.000 MW al 2030 per il fotovoltaico. Questo ritardo è dovuto a iter autorizzativi lunghi e complessi. Gli impianti di larga scala (utility scale) devono ricorrere all’autorizzazione unica che, in alcune esperienze concrete, ha richiesto fino a 8 anni: occorre velocizzare al massimo il processo.  

Importanti novità per la transizione sostenibile dell’Italia arrivano dal Circular Economy Package della Commissione Europea, che impone di prediligere le forme di gestione dei rifiuti orientate al recupero di materia e alla valorizzazione come energia degli scarti residuali, minimizzando il ricorso alla discarica. Tuttavia, mentre i Paesi europei più virtuosi hanno azzerato il conferimento di rifiuti in discarica (es. Svezia e Finlandia 0,7%, Germania 0,8%, Belgio 1%), l’Italia è ancora lontana dall’obiettivo vincolante del 10% fissato dal Circular Economy Package al 2035, con il 21,5% dei rifiuti urbani conferiti in discarica. Anche in questo caso, l’Italia sconta un gap impiantistico significativo: la capacità delle discariche di molte Regioni è in esaurimento e 13 Regioni su 20 satureranno la capacità di smaltimento già entro il 2020: 2,2 milioni di tonnellate di rifiuti supereranno l’attuale capacità a fine anno, con ingenti costi per i territori.  

Gap impiantistico e significativa eterogeneità territoriale caratterizzano anche il terzo pilastro dello studio, il ciclo idrico. L’Italia ha infrastrutture idriche obsolete (60% delle infrastrutture ha più di 30 anni e il 25% più di 50 anni) e la metà dell’acqua distribuita viene dispersa (47,9%, rispetto ad una media europea del 23%), a fronte di una situazione molto eterogenea tra le diverse Regioni. Il Paese presenta una situazione disomogenea anche per quanto riguarda la capacità di depurare e trattare le acque reflue, con una copertura media italiana dell’85% che si riduce ulteriormente se si analizza il carico trattato, arrivando al 78,5% a livello italiano, con picchi negativi del 68,9%. Per questo motivo, l’Italia è soggetta a 4 procedimenti di infrazione, con 2 sentenze confermate. Queste infrazioni sono, inoltre, il risultato di violazioni per diverse tipologie di impianto e quindi ognuna di esse è legata a diverse centinaia di impianti non a norma. Occorre intervenire con urgenza per risolvere questa situazione.  

Complessivamente, lo studio stima che l’Italia dovrà pagare un totale non inferiore a 500 milioni di Euro per tutto il periodo di non conformità dall’emissione della sentenza (tra il 2018 e il 2024). Nonostante negli ultimi anni vi sia stato un miglioramento, con 40 Euro per abitante all’anno (rispetto a una media europea annua di 100 Euro per abitante), l’Italia si posiziona negli ultimi posti nella classifica europea per investimenti nel settore idrico, davanti solo a Malta e Romania. Inoltre il livello attuale della tariffa (1,87 Euro/m3, la metà rispetto a quella francese e il 40% di quella tedesca) non permette di coprire il gap infrastrutturale e indirizzare comportamenti virtuosi. Per dare il senso del reale costo dell’acqua di rete, basti pensare che una tariffa pari a 1,87 Euro/m3 equivale a pagare 1,87 Euro un totale di 2.000 bottiglie d’acqua da mezzo litro (che, in media, verrebbero pagate circa 1 Euro cadauna, per un totale di 2.000 Euro). Analizzando il rapporto tra tariffa, spesa delle famiglie e investimenti, i consulenti di The European House – Ambrosetti hanno stimato che, ad un aumento tariffario di 0,10 Euro/m3, sarebbe associato un incremento di investimenti pari a 20 milioni di Euro e circa 1.200 nuovi posti di lavoro.  

In tutti gli ambiti oggetto dello studio, l’Italia riscontra un gap rilevante rispetto ai Paesi europei da colmare con urgenza, abbinato a un quadro disomogeneo a livello territoriale. Il Paese ha grandi energie e ha sempre dato il meglio di sé nei momenti di difficoltà: è il momento dell’Italia, ed è il momento di sprigionare le energie dei territori italiani per renderne possibile il rilancio sostenibile. 

Le multiutility, con la loro dimensione territoriale, sono pronte per svolgere un ruolo da protagoniste e agire da soggetti “catalizzatori” per gli investimenti europei. Affinché ciò sia effettivamente possibile, però, occorre superare la ben nota sindrome “NIMBY” (“Not In My Backyard”), ricoprendo, noi stessi di A2A, un ruolo proattivo insieme alle Istituzioni, alle Associazioni, le forze sociali e sindacali, la politica, nell’ascolto delle istanze dei territori e nella costruzione di patti trasparenti per la realizzazione di infrastrutture sicure, efficienti e necessarie per il Paese e per la qualità della vita delle nostre comunità. A2A farà la sua la sua parte mettendo la propria quota di fondi e agendo da booster di investimenti altrui. 
Il Covid-19 ci ha reso visibile l’importanza della cura per l’ambiente che ci circonda, questa rinnovata sensibilità non deve essere dispersa. Si pensi solo che oggi abbiamo 0,1 gigawatt di fotovoltaico, ne avremo 1,5 nel 2030. Ma usiamo ancora il carbone. Dobbiamo accellerare nell’addio alle fonti fossili e dare vita a una vera svolta ambientale. Per questo A2A vuole farsi promotrice di nuove progettualità innovative ed essenziali per il Paese da proporre a tutti gli stakeholder di riferimento, anche per agevolare il recepimento dei fondi messi a disposizione ad esempio dal Green Deal Europeo e dal meccanismo Next Generation EU

È importante, nel contempo, che anche i cittadini si facciano parte attiva, imparino a utilizzare lo sforzo normativo e fiscale messo in campo anche di recente per supportare lo sviluppo sostenibile che sempre più ci dovrà vedere attenti all’ambiente e al territorio.  

La strada indicata è chiara, ora occorre solo percorrerla, come Aziende e come cittadini.

Credo, infatti, che in uno scenario nazionale ed europeo caratterizzato dalle forti differenze nella gestione di servizi ad alto impatto sulla qualità della vita delle persone il ruolo delle multiutility sia sempre più centrale.

Il nostro Gruppo può giocare quindi una partita nazionale molto importante: presenteremo il nuovo Piano Industriale tra qualche mese. Sarà per la prima volta un Piano decennale e la nostra ambizione è quella di favorire la transizione sostenibile con importanti investimenti in infrastrutture strategiche per la crescita del Paese.

 

Renato Mazzoncini
Amministratore Delegato e Direttore Generale, A2A

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Il Gruppo A2A al fianco del Teatro alla Scala per supportare la Messa da Requiem in memoria delle vittime del Covid-19

Il Gruppo A2A ha scelto di essere al fianco del Teatro alla Scala, di cui è Fondatore Sostenitore, per un momento di raccoglimento e condivisione in memoria di tutte le vittime del Covid 19. L’iniziativa si terrà venerdì 4 settembre nel Duomo di Milano, dove avverrà l’esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Riccardo Chailly con l’Orchestra del Teatro alla Scala, il Coro preparato da Bruno Casoni e i solisti Krassimira Stoyanova, Elīna Garanča, Francesco Meli e René Pape. Per l’evento è atteso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme all’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini e al Sindaco e Presidente della Fondazione Teatro alla Scala Giuseppe Sala

Dal principio dell’emergenza il Gruppo A2A ha contribuito a garantire i servizi essenziali alle città nelle quali opera e ad attivare diverse iniziative di supporto e vicinanza ai territori. Questo evento, nato dalla collaborazione ormai consolidata con il Teatro alla Scala, la Veneranda Fabbrica del Duomo e il Comune di Milano, si inquadra nello spirito di attenzione alle persone in questo momento di difficoltà.

“Siamo  grati  alla  Scala  per  il  nostro  coinvolgimento  nel  concerto  del  prossimo  venerdì, consentendoci di essere vicini alle famiglie delle vittime, alle persone e alla comunità. Milano, con questo momento dedicato alla memoria, dimostra come cultura e arte siano nella sua identità quanto il coraggio dei suoi cittadini” ha dichiarato il Presidente di A2A Marco Patuano.

“Il personale del Gruppo A2A si è trovato a dover operare nella prima zona rossa, continuando ad offrire i servizi di pubblica utilità” – ha aggiunto l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini – Non poteva mancare il nostro supporto al primo grande evento culturale collettivo nella città di Milano, pronta a ripartire dopo mesi davvero difficili, nel ricordo di quanto è accaduto”.

La serata sarà trasmessa in diretta televisiva da RaiCultura su Rai5 (inizio trasmissione alle 20:15), in differita televisiva da Arte domenica 6 e in diretta radiofonica da Radio3.
Prevista la proiezione in diretta su maxi schermo nella Basilica di Codogno, la città simbolo della pandemia, e in tre chiese di Milano: la Parrocchia di San Michele e Santa Rita al Corvetto, il Santuario di Santa Rita alla Barona e la Parrocchia di Sant’Agnese nel quartiere Vialba. 

Per maggiori informazioni e prenotazione (obbligatoria): www.duomomilano.it

 

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Nubifragio a Milano, raddoppiate le squadre di Pronto Intervento Unareti

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Nubifragio a Milano, raddoppiate le squadre di Pronto Intervento Unareti

Le squadre di Pronto Intervento di Unareti sono al lavoro ininterrottamente dalle prime ore della mattina per riattivare l’erogazione della corrente elettrica ad alcune famiglie dei quartieri maggiormente colpiti dal nubifragio che si è abbattuto sulla Città. 
Parte delle utenze sono state già rialimentate e gli sforzi si stanno ora  concentrando sui punti più critici.

Nel corso della mattinata è stato più che raddoppiato il numero delle squadre di pronto intervento in servizio: sono ora 20, dotate dell’attrezzatura necessaria per effettuare le operazioni di svuotamento delle cabine elettriche allagate, che prima di poter essere rialimentate necessitano di accurate operazioni di asciugatura della durata di alcune ore.

Si invitano a segnalare eventuali problemi relativi alla situazione esclusivamente al numero di pronto intervento 800 933301 per una migliore gestione. E’ inoltre attivo un servizio dedicato per ricevere via SMS le segnalazioni di Unareti riguardo interruzioni accidentali o programmate che interessano la propria zona.

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Renato Mazzoncini a Caivano

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Un nuovo impianto a Caivano per migliorare il ciclo dei rifiuti in Campania

A 12 anni dal suo ingresso nella gestione del termovalorizzatore di Acerra e dello STIR di Caivano, il Gruppo A2A guarda avanti e programma nuovi e importanti investimenti in Campania con l’obiettivo di dare, in modo sempre più consistente, il suo contributo alla soluzione dell’annoso problema della gestione dei rifiuti in quel territorio. 
 
Un vero e proprio ecosistema
Lo fa con la realizzazione di un nuovo impianto a Caivano destinato alla produzione di combustibile solido secondario dalla lavorazione dei rifiuti stoccati in balle. Realizzato in tempi brevi l’impianto, a regime, avrà una capacità di trattamento di 400.000 t/anno e consentirà di smaltire oltre il 40% delle “ecoballe” attualmente stoccate nella Regione.
L’annuncio è stato fatto oggi dall’Amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini nel corso della visita ad Acerra e Caivano in cui ha ribadito la consapevolezza dell’importanza di questo ecosistema di impianti per il territorio e del lavoro che vi viene svolto quotidianamente per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.  
 
Raccontiamo le città con i numeri
È importante sapere che il termovalorizzatore di Acerra, progettato e realizzato con le migliori tecnologie disponibili, è tra i più importanti e all’avanguardia d’Europa. L’impianto recupera energia dai rifiuti solidi urbani indifferenziati che vengono selezionati e pretrattati dai sette impianti STIR regionali (Stabilimenti di Tritovagliatura Imballaggio Rifiuti), tra i quali l’impianto di Caivano dove arrivano i rifiuti indifferenziati dall’intera Città metropolitana di Napoli per essere trattati e selezionati prima dell’invio al termovalorizzatore di Acerra. Dal suo avvio ad oggi, il termovalorizzatore di Acerra ha trattato e recuperato energia da oltre 6,5 milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati (più delle ecoballe accumulate negli anni dell’emergenza rifiuti), generando ogni anno energia elettrica pari al fabbisogno di oltre 200.000 famiglie. Allo stesso tempo ha evitato che nascessero circa 10 nuove discariche sul territorio della Campania. 
 

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Insieme per un'estate più fresca senza disservizi e sprechi energetici

Le alte temperature tipiche del periodo estivo fanno aumentare i consumi elettrici principalmente a causa della climatizzazione delle case, degli uffici e dei negozi. È indispensabile quindi la collaborazione di tutti per  ottimizzare tali  consumi. 

Unareti, è la società del Gruppo A2A  per i servizi a rete costantemente impegnata nel  mantenere gli impianti sempre efficienti e adeguati alle crescenti richieste di energia. Ma per attenuare il carico sulla rete elettrica ed evitare il rischio di fisiologiche interruzioni del servizio è indispensabile anche il sostegno dei cittadini milanesi. 

Le eventuali interruzioni, infatti, normalmente riguardano porzioni impiantistiche  circoscritte - salvo casi eccezionali - limitate al tempo necessario per modificare l’assetto della rete e per isolarne la parte su cui è necessario intervenire.

Proprio per limitare  tali interruzioni, Unareti suggerisce alcuni piccoli  accorgimenti  virtuosi utili a ridurre i consumi energetici di famiglie ed attività commerciali:

  • Utilizzare gli elettrodomestici più energivori (lavatrici, lavastoviglie, ecc.) con programmi a basse temperature e basso consumo; se possibile prediligendo un utilizzo durante le ore notturne quando è minore la richiesta di elettricità.
  • Impostare gli impianti di climatizzazione a temperature non inferiori ai 25 gradi, con il sistema di deumidificazione attivato. Le temperature più basse, oltre a consumare più energia, possono comportare problemi di salute.
  • Accendere il climatizzatore solo nei locali maggiormente utilizzati, ed ottimizzarne l’effetto tenendo sempre porte e finestre chiuse.
  • Spegnere la luce quando non è necessario
  • Non mantenere accese le apparecchiature elettroniche, come TV, computer, caricabatteria dei cellulari, in stand-by quando non vengono usate: le apparecchiature in stand-by continuano a consumare elettricità.

Per segnalare emergenze è comunque disponibile h 24 il Numero del Pronto Intervento elettricità di Unareti 800.933.301.
È stato già messo in campo un forte potenziamento del numero delle squadre di pronto intervento e di addetti al call center per far fronte ad un possibile incremento del numero di chiamate rispetto alla norma. 

Inoltre, è disponibile un servizio per ricevere via SMS gli avvisi riguardo eventuali interruzioni (accidentali o programmate) della fornitura elettrica nella propria zona. Unareti invita i cittadini a registrarsi a questo servizio. 

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